Dalle golette ai megayacht Poi il Nabila e il Jolly Roger

Dalle golette ai megayacht. Oggi il cantiere Benetti di Viareggio vanta un record straordinario, quasi inviolabile: è il primo costruttore al mondo di megayacht custom sopra i 30 metri per il dodicesimo anno consecutivo. Fondato nel 1873 da Lorenzo Benetti - classe 1844 - dopo l'acquisizione del Cantiere Darsena Lucca, festeggia i suoi primi 140 anni di attività, una lunga storia di eccellenza del made in Italy. Dal 1873 al 1904 da Viareggio escono 30 bastimenti tra golette, tartane, brigantini-goletta, navicelli e cutter.
Oggi Benetti, rilevato da Paolo Vitelli (gruppo Azimut) nel 1985, ha due linee di prodotto: Class Range (in composito dai 93 ai 145 piedi) e Custom (acciaio e alluminio oltre 47 metri) e conta su tre poli produttivi: Viareggio - la sede storica - Livorno e Fano.
Dopo il secondo conflitto mondiale, passati di moda i velieri commerciali in legno, a Viareggio si concentrano sulle navi in acciaio per il tempo libero. Poi, nei primi anni Sessanta, arrivano i megayacht di lusso. Storico il varo di «Nabila» ordinato dal miliardario saudita Adnan M. Khashoggi. Elicottero, cinema, ospedale e lusso estremo a bordo, era lo yacht più grande e più costoso del mondo: 86 metri, 70 milioni di dollari. Oggi Benetti progetta, costruisce e commercializza superyacht custom, dislocanti e semi-dislocanti fino a 90 metri e oltre, per i paperoni di tutto il pianeta.
Nei giorni scorsi, oltre alle celebrazioni del 140° anniversario, lo storico marchio ha lanciato una nuova sfida: la linea «Benetti Design Innovation», presentata a Milano dall'ad di Benetti, Vincenzo Poerio, con il progetto «Jolly Roger» (la bandiera dei pirati) firmato dagli architetti Roberto e Lodovica Palomba.
Si tratta di un 65 metri, gioiello avveniristico destinato a stravolgere la filosofia del megayacht tradizionale. L'azienda, infatti, è concentrata sull'innovazione e sulla qualità del lusso estremo, forte di una lunga esperienza che oggi vede almeno 300 «pezzi» unici solcare i mari di tutto il mondo.