Dalle intercettazioni emerge l’attivismo del segretario della Quercia. Che parla spesso con l’amico-manager, critica la Banca Nazionale del Lavoro e «Il Sole-24 Ore» Consorte disse a Fassino: «Ti devo ringraziare» Nei giorni caldi della scalata a Bn

Gianluigi Nuzzi

da Milano

Appena due settimane fa sulla scalata dell’Unipol di Giovanni Consorte a Bnl, Piero Fassino negava qualsiasi coinvolgimento diretto. Il segretario dei Ds sosteneva di essere solo un osservatore. Interessato, certo, ma pur sempre un osservatore. Parlava con Consorte ma come faceva con altri top manager fuori e dentro il mondo delle coop rosse: «Tanto per essere chiari - si difendeva - io non sono compagno di merende di nessuno». Come dire, i furbetti del quartierino rimangono fuori dal Botteghino.
OPERAZIONE CONCLUSA
Dalle ultime intercettazioni sembra emergere però una realtà un po’ diversa: nella scalata a Bnl Fassino non indosserà forse i panni del compagno di merende ma quelli del vigile commissario politico, questi sì. E come tale è attento alle ambizioni, ai piani e alle mosse di Unipol e dell’amico Consorte. Lo cerca, parla spesso con lui, lo sostiene, lo appoggia, ne condivide scelte e successi. O almeno questo è quanto sembra emergere da una conversazione telefonica che risulterebbe a il Giornale e che risalirebbe alla metà di luglio. È Fassino che chiama e va subito al dunque: «: «E allora siamo padroni di una banca?» Consorte: «È chiusa, sì, è fatta».
Fassino, a quanto pare, conosce i movimenti di Consorte, gli accordi che via via sigla nella scalata a Bnl. Il segretario, evidentemente, viene aggiornato delle trattative con il cosiddetto contropatto (da Franco Caltagirone a Danilo Coppola) che sta per uscire da Bnl e girare il suo 27,27% agli alleati di Unipol. Cosa che accade appunto a metà di quell’infuocato mese di luglio. Sono giornate decisive per il gruppo assicurativo oggi sotto inchiesta. Alla vigilia del grande accordo, nella settimana tra il 7 e il 15 luglio, l’agenda di Consorte è fitta di colloqui e incontri con esponenti del contropatto per chiudere il passaggio di azioni.
GRAZIE PIERO
Al tempo stesso si susseguono telefonate, appuntamenti e incontri con esponenti dei Ds. Basti pensare al 12 luglio: alle 9.29 Fassino e Consorte chiacchierano sulle mosse e sul destino di Bnl. Consorte riaggancia e, appena sei minuti dopo alle 9.36, chiama proprio Coppola, che lo rassicura sulla conclusione dell’affare: «Coppola dice che la fanno al 100 per cento - si legge sul brogliaccio delle trascrizione della Guardia di finanza - e hanno solo un problema di garanzie. Gianni dice che li incontra alle 11.30. Gianni dice che è importante anche da un punto di vista politico che ci siano due banche internazionali».
Ma non sono solo gli istituti di credito ad avere un ruolo chiave nella partita finanziaria dell’estate. Ce l’ha anche la politica in senso stretto. Non si spiegherebbe altrimenti il fatto che, al telefono, Consorte si sente in dovere di ringraziare Fassino per l’appoggio garantito. «Grazie Piero», dice il capo di Unipol «anche per l’aiuto che ci hai dato, oggi siamo giunti a un risultato importante».
TOTALE SINTONIA
Se e cosa abbia fatto Fassino non si sa. Magari Consorte rivolge al segretario dei Ds un ringraziamento formale. Forse, invece, allude a interviste o interventi del leader diessino. Difficile dirlo.
Quel che appare certo è che i due sembrano condividere timori, soddisfazioni e anche valutazioni. Per esempio sull’obiettivo della campagna acquisti di Unipol: la Banca Nazionale del Lavoro. «È stata gestita con i piedi», dice Fassino a Consorte che sembra sottoscrivere in pieno il giudizio del leader diessino. Ma nel corso della loro conversazione i due non risparmiano neppure critiche e considerazioni al vetriolo nei confronti degli avversari, o presunti tali, della campagna di Unipol per la conquista della Bnl.
«IL SOLE» CONTRO DI ME
Durante il colloquio sia Consorte, sia il segretario dei Ds appaiono furenti nei confronti de Il Sole-24 Ore, il quotidiano di Confindustria, colpevole di parteggiare per il presidente di Bnl Abete e i suoi alleati.
Fassino: «Ieri il Sole ha fatto un’intera pagina contro di me».
Consorte: «Ma perché là Piero, questi imbecilli, guardano a questa vicenda in chiave solamente politica».
Fassino: «Mah sì, sì, sono proprio dei d...(parola incomprensibile, ndr).
Tra l’altro in quei giorni proprio al Sole Fassino in un’ampia intervista aveva caldeggiato il lancio dell’Opa su Bnl: «Non vedo perché - si interrogava - una grande compagnia assicurativa come Unipol non possa essere presente in modo più massiccio nel settore bancario se questo corrisponde ai suoi interessi aziendali».
D’ALEMA AL TELEFONO
Ma Consorte non si limita a confrontarsi con Fassino. In quei giorni ha rapporti anche con altri leader di primo piano della Quercia. Non escluso il presidente dei Ds Massimo D’Alema. Sempre negli stessi giorni di luglio ci sarebbero state infatti una o due chiacchierate che gli inquirenti che le hanno ascoltate definiscono molto amichevoli, con D’Alema che parlava all’amministratore delegato di Unipol dal cellulare del senatore diessino Nicola Latorre, parlamentare assai vicino al lider maximo. Il contenuto della chiacchierata non è noto. Ma Consorte si sarebbe dilungato nella descrizione della gestione dell’intera vicenda Bnl e dell’acquisto del pacchetto di azioni della banca in mano agli immobiliaristi. Che sarebbe poi finito alle coop e a un pool di banche straniere. Tra l’altro, nella seconda parte della conversazione, D’Alema avrebbe pronunciato una frase che rimane ancora tutta da decifrare: «Poi ti devo dire - questo il senso dell’affermazione intercettata - qualcosa a proposito delle comunicazioni».
gianluigi.nuzzi@ilgiornale.it