Dalle mosche alle cave reali: 170mila leggi inutili

Il ministro per la Semplificazione, Calderoli: "È ancora in vigore addirittura una norma del ’700. Verrà bruciata con tutte le altre nel piazzale di Tremonti. Faremo un bel barbecue"

Roma - "Con queste leggi facciamo una bella grigliata nel piazzale di Tremonti". Barbecue? "Sì - risponde il ministro Roberto Calderoli -, arrivo al ministero dell’Economia con i miei tir. Mi sto facendo calcolare dai tecnici a quanti camion corrispondono le leggi che stiamo tagliando, anzi ghigliottinando. Questa parola mi piace tantissimo! Voglio sapere il peso e il volume. La più pesante è la legge sulla cava della regina del 1700...".

C’era una volta una regina che aveva una cava per la quale fu creata nel XVIII secolo una norma da cui poi sono scaturite "cento leggi sulle cave". Mettere il naso nelle oltre 170mila leggi italiane significa entrare in una favola di carta, nei capricci di classi sociali, epoche talmente antiche che i documenti erano "alti così", mattoncini, non fogli, tempi in cui si legiferava di comunicazioni tramite piccioni viaggiatori, si andava a scuola con la riforma Gentile, e l’Italia scopriva l’avanspettacolo. L’istruzione è stata cambiata mille volte, la guerra è lontana, i piccioni si tenta di sterilizzarli, sono nate le Multisale, ma le leggi non sono sparite, carte, fogli, costi, polvere.

"Sono stanchissimo - confida al Giornale il ministro -, ma ne farò un libro. Ho deciso di scrivere un libro su tutto quello che sto trovando. C’è un ente inutile che si chiama Lati, Linee transcontinentali italiane, e fu creato, pensi un po’, da Mussolini su consiglio di Italo Balbo. Venne dichiarato ente inutile nel 1956, data di nascita di un celebre personaggio che fa di nome Calderoli...". Ma questo Lati non chiude perché c’è una causa con il Brasile per un terreno del valore di 15mila euro: "Ho deciso che se a fine anno non sono disastrato, io metto questi 15mila euro per chiudere finalmente il Lati!".

Il tagliatore di leggi spiega che sta spedendo gente a recuperare norme nelle biblioteche, "e qualcuno dovrò portarlo dall’analista". La legge sulla lotta alle mosche "l’abbiamo trovata in originale nella biblioteca privata del figlio di un giudice...". Chiede ai colleghi leggi da buttare, come un rigattiere a caccia di roba vecchia: "Frattini ha un po’ di Trattati internazionali per me. “Te li do tutti”, mi ha detto. Se ognuno fa la sua parte a me va benissimo".

Sono stati contattati ministeri ed enti locali. C’era già un lavoro alle spalle, era da anni che si tentava di delegiferare chiedendo di qua e di là. "Ma nessuno aveva mai schiacciato il bottone". Ci sono leggi "di cui nessuno ricorda l’esistenza. E quindi io le abrogo, non ha più senso che esistano se non esistono per nessuno...".
Seimila verranno eliminate subito, lo prevede già la manovra. Tra le follie ci sono la disciplina delle comunicazioni con i piccioni viaggiatori, la legge sulle mosche, "un delirio, vengono descritte come fosse un’invasione di marziani", una norma per dare il titolo di pubblico ufficiale all’operatore del sistema teleuditivo.

E poi la legge che disciplina gli spettacoli teatrali prima delle proiezioni cinematografiche, la disciplina della maturità classica del ’29. C’è da tagliare e unificare. La cava della regina per esempio: "Tutte le leggi successive sulle cave fanno riferimento a quella. Devi fare in modo che queste cento leggi diventino una". Il lavoro deve essere accurato, però: "Magari ci sono leggi dimenticate che potrebbero essere utili". E cosa si scopre? "Costi enormi. Le amministrazioni pubbliche devono fare un abbonamento con banche dati private, con tutto un giro di affari legato a questo sistema. Ho scoperto che molte volte si è tentato di fare una banca dati pubblica delle leggi, spendendoci anche dei soldi, senza mai riuscirci".

Centinaia, migliaia di doppioni: "Decreti leggi e leggi uguali, che nessuno si è mai premurato di eliminare". Per non parlare degli enti inutili: "L’Iged, l’ente che doveva liquidarli, dichiarato inutile nel 2002, ci è costato 50 milioni di euro l’anno. Ci sono cause di lavoratori che hanno legato la loro esistenza alla sopravvivenza dell’ente. Per mantenere un ente inutile in vita ci vuole qualcuno che convinca me e Brunetta che sia utile. E non è molto facile convincere me e Brunetta, ahaha!".

Tante leggi, tanti avvocati: "Ma lo sa che nel Lazio ci sono avvocati come in tutta la Francia?". Il "ghigliottinatore" va alla guerra delle leggi, ma soprattutto di un "potere che le gestisce": "Questo ginepraio di leggi serve per dei livelli di potere, e i burocrati vivono di questa impostazione ideologica. La casta dei burocrati".