Dalle origini agli anni ’90: un viaggio alla scoperta dei jazzmen della Liguria

Dalle origini agli anni novanta, in un video tutta la storia del jazz. Di quello ligure, però: così da far capire al pubblico di cultori e non, quanto sia stato basilare il contributo e l’impronta dei jazzmen della nostra regione all’affermazione della musica afro-americana a livello locale e nazionale. Quindi l’appuntamento è per martedì e mercoledì al Museo del Jazz, sala del Munizioniere di Palazzo Ducale dove alle 18 verrà proiettato appunto una «Video Story del jazz ligure».
Ideato e presentato da Giorgio Lombardi, il filmato è stato realizzato con la collaborazione di Gianni Sorgia selezionando e accorpando il materiale tratto da vari filmati che fanno parte dell’archivio del Museo o che sono stati messi a disposizione da musicisti e collezionisti.
Due ore di proiezione quella di martedì e mercoledì che si aprirà con filmati d’epoca con alcuni dei più importanti pionieri del jazz ligure (Pippo Barzizza, Natalino Otto Romero Alvaro). Poi gli storici esponenti del New Orleans Revival ligure, Gate Avenue Strawhatters di Armando Corso e Gianni Sorgia, Riverside Syncopators di Lucio Capobianco, Lousiana Shakers di Papa Fausto Rossi; New Orelans Stompers di Carlo Besta.
Il viaggio nel mondo del jazz ligure continuerà con la testimonianza delle formazioni a cavallo tra lo swing e il jazz moderno coem i Galata Swingers di Maurizio Burdese, i Guitar Ensemble di Alez Armanino, le orchestre dirette da Dany Lamberti (nelle quali debuttò un giovanissimo Luigi Tenco) e da Cesare Marchini.
Ma ci sarà spazio anche per le nuove generazioni che contribuiscono a portare avanti e diffondere l’importanza musicale jazzistica della Liguria con Laura Fedele, Dado Moroni, Andrea Pozza, Luciano Milanese, Massimo Faraò, Aldo Zunino, Aldo Zunino, la Bansigu Brass Band con Piero Leveratto e Giampaolo Casati, i Nine Pennies di Roberto Resaz.
A rappresentare il Ponente: Riccardo Zegna, Dodo Goya, Tiziana Ghiglioni, Danila Satragno e la Big Band Jazz Ambassadors di Imperia. Per il Levante: Gil Cuppini, Tony Parisi e Andrea Impanato.
Qualche informazione in più sull’istituto. Il Museo del Jazz di Genova, Italian Jazz Institute, viene progettato dal Lousiana Jazz Club e nasce nel novembre del 2000 grazie alla Fondazione per la Cultura di Palazzo Ducale.
Il materiale collezionato nel Museo conta cinquantamila pezzi fra dischi in vinile (33, 45 e 78 giri), cd, nastri, cassette con raccolte quasi integrali dei grandi della musica jazz: Armstrong, Ellington, Holiday, Mingus, Monk, Condon e altri. C’è poi una sezione audiovisiva che comprende film e documentari a sfondo jazzistico riprodotti su videocassette e dvd (da «Alleluja» del 1929 a Woody Allen) e filmati orinali fuori commercio. Mentre per chi vuole sfogliare e approfondire storia, vita e opere dei più grandi rappresentanti del genere musicale è disponibile un archivio cartaceo con bio-discografie, libri e riviste.