Dalle scollature ai cappottini lo chic ora non è più choc

Blumarine ridisegna eleganza e misura, Moschino mette le donne in divise da sera. E C’N’C’, insegna ai giovani lo stile

Lo chic può essere uno choc in un'epoca volgare come la nostra. Non a caso in questi giorni di sfilate a Milano Moda Donna non si fa che sorprendersi per il ritorno deciso al fascino discreto della borghesia e a quell'eleganza punteggiata da scollature caste e da gesti misurati. Il nuovo imperativo sembra essere: tornare allo chic. «Bisogna saper cambiare e respirare l'aria del tempo» affermava ieri Anna Molinari a margine della sua potente collezione che ha colpito per l'impeccabile raffinatezza e la forza dei toni primari e bold schierati sullo stage: viola, giallo, verde, azzurro, rosso sviluppati come un'irresistibile cartella colori che riempie la vita d'energia. Una forza capace di spazzare via ogni compromesso: piccoli cappottini con abito trapezio coordinato vengono rafforzati nel messaggio creativo da stivali e tracolle nella stessa nuance con l'effetto finale di una straordinaria purezza. Grande anche il ruolo dei tessuti compatti come il feltro, il nabuk double gommato e la pelle opaca per giacche, caban e trench addolciti da una bellissima maglieria di cashmere. Notevoli gli abiti da sera in pizzo colorato e i cuissard di pelle gommata mat.
Quando si parla di chic non si può non pensare alla straordinaria eleganza delle divise. Per questo Rossella Jardini direttore creativo della linea Moschino non nasconde il suo punto di partenza: una foto che ritrae Guglielmo II di Germania nei primi del '900 a bordo di uno yacht. «Era così elegante che mi ha fatto pensare ai pantaloni bianchi portati anche d'inverno», diceva la signora prima di mandare in scena un'irresistibile collezione ricca di pezzi belli e desiderabili. Fra i tanti il cappotto maschile blu portato su una bella camicia di popeline bianca e su una gonna pantalone a pieghe. E poi il tuxedo rigoroso ma con l'interno a stampa bouquet, il blazer con revers in tessuto laminato che imita l'oro liquido portato su magnifici pantaloni da equitazione e uno straordinario abito in seta color «nude» mosso da pieghe e fermato sui fianchi da un lungo nastro di seta nero. Ecco la dimostrazione che la presenza delle donne nello stile non solo è rassicurante ma piacevolmente indispensabile. Certo se poi l'intelligenza al maschile è come quella di Ennio Capasa, allora siamo messi bene. Perché lo stilista di Lecce si è presa la briga di educare i giovani al buon gusto attraverso la sua collezione C'N'C presentata ieri sera. «Noi italiani abbiamo insegnato al mondo non solo a vestire ma, per esempio, a usare una bella tovaglia per apparecchiare la tavola, a preparare un cibo stupendo», spiegava prima di irrompere sulla passerella di Piazza Duomo con la prima collezione del nuovo corso partito con il passaggio dell'azienda produttrice Ittierre di Isernia nell'orbita del Gruppo Albisetti di Antonio Bianchi. «Un industriale di Como che investe in un'azienda del Sud dimostra che questa nostra Italia può ripartire», diceva Capasa che ha vestito con quella sua griffe la cantante Emma a Sanremo e curerà il look dei Negramaro nel loro prossimo tour. La moda per i giovani raffinati che scelgono C'N'C'? Sport e modernismo con un pezzo fondamentale nel cappotto dalla doppia anima perché in nylon e tessuto staccabile, pantaloni superskinny, una bella variazione di giacche di animo sportswear tra parka, eskimo e biker e accenti di colori come il geranio, il cedro, il viola accostati al nero. Sul filo dell'eleganza si gioca anche la collezione Les Copains disegnata da un team interno: maglia come tessuto, drappeggiata e intrecciata all'organza, per giacche caban e pantaloni. Maglia tricottata a lavorazione canestro non solo per gli ensemble di giacca più gonna o anche abito ma anche per capienti borse coordinate. Non sono anonimi neppure i capi in tessuto decorati con ricami e piume e la pelliccia di visone intarsiato con schiena, maniche e collo di maglia.