Dalle sigarette agli strumenti bellici nel «bottino» della dogana genovese

Erika Falone

Non ci sono solo le «classiche» borse e cappellini con griffe contraffatte tra gli oggetti che quotidianamente l'Agenzia delle Dogane di Genova controlla e sequestra. Qualche mese fa sono stati fermati in porto container con materiale diretto in Iran. Materiale quanto meno sospetto: prodotti industriali per la costruzione di un impianto chimico per la produzione di acido solforico. Il macchinario «incriminato» fa parte di quegli oggetti detti di «doppio uso» utilizzabili per scopi civili o a fini bellici. Per effettuare questo tipo di spedizioni è necessaria un'autorizzazione straordinaria. Che, al carico in questione, mancava. Il caso è così passato alla Procura di Genova e la ditta italiana che stava effettuando la spedizione è stata condannata in primo grado dal Tribunale di Genova.
In un più ampio progetto di prevenzione e lotta al terrorismo, rientra il sistema C.S.I., Container Security Initiative, grazie al quale la dogana di Genova collabora con funzionari doganali degli Usa che controllano la merce che qui fa scalo diretta poi agli Stati Uniti. Fino ad oggi i 229 container controllati con lo scanner, sono risultati «puliti»: contenevano cioè quello che era stato dichiarato.
Questi sono alcuni dei dati emersi dalla presentazione del lavoro fatto in questo primo semestre del 2005 dalla Agenzia delle Dogane di Genova. Da gennaio a oggi lo Svad, il Servizio di Vigilanza antifrode doganale, ha sequestrato tonnellate di merce: più di 353 mila pezzi, tra abbigliamento e giocattoli con marchi falsificati. Capi con etichetta «Made in Italy» che l'Italia in realtà l'hanno vista solo quando è stato aperto il container nel quale erano trasportati.
«Questi oggetti provocano innanzi tutto un grave danno alla nostra economia, essendo inseriti illegalmente sul mercato - spiega Vito Tommaso, direttore regionale per la Liguria dell'Agenzia delle Dogane -. Inoltre non sono stati costruiti con le norme previste dal nostro paese e dall'Unione Europea per la sicurezza». Per contraffare i giochi per bambini sono utilizzati materiali non conformi alle regole vigenti, spesso anche tossici.
Problemi anche con le importazioni di alimenti: bloccate 35 tonnellate di alimentari provenienti soprattutto dalla Cina. Alcuni di questi cibi, sottovuoto o surgelati, a seguito di analisi specifiche sono risultati essere infetti da salmonellosi.
I funzionari della Dogana da tempo lavorano collaborando con Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza. «Noi siamo un corpo civile, non siamo militari - osserva Francesco Bozzanca, direttore dell' Agenzia delle Dogane di Genova, che ha competenze anche sul porto di Voltri, l'imbarco di Ponte dei Mille e il deposito Rivalta Scrivia, il vero retroporto del porto di Genova -. Chi lavora in dogana è un tecnico altamente qualificato in merceologia. Dal nostro porto passa praticamente di tutto. Bisogna veramente essere preparati. Gli oggetti contraffatti provengono soprattutto da Cina, Tunisia e Magreb».
Controlli anche ai passeggeri delle navi. E alle loro valigie . «Anche il contrabbando, per quanto stia diminuendo - dice il direttore dell'Agenzia delle Dogane genovese-, è un'attività strettamente legata al commercio portuale. Quest'anno abbiamo già fermato 378 mila pezzi di merce varia, per un valore di 441 mila euro».