«Dalle spese pazze ai costi standard e sindaci in trincea contro l’evasione»

da Roma

Ministro Roberto Calderoli, il via libera del Consiglio dei ministri è un successo della Lega?
«Della Lega, della maggioranza e di tutto il Paese perché il federalismo fiscale è l’unica strada possibile per controllare la spesa pubblica. Il modello centralista, mi pare chiaro, ha fallito».
Stride un po’ che il giorno prima di approvare il federalismo fiscale lo Stato abbia deciso di elargire grande quantità di denaro agli enti locali...
«Si trattava di questioni ancora aperte, problemi residui. Sul ticket si è deciso di non imporlo al cittadino e responsabilmente ce ne siamo fatti carico, così per l’Ici con i comuni. Il governo non poteva essere cieco e ha cercato di favorire un assestamento dei conti».
Anche con Roma e Catania?
«Quelle sono situazioni diverse e spiacevoli. Ma siamo stati costretti a intervenire per evitare il fallimento che avrebbe prodotto danni ben superiori per tutti. Ora che la macchina è partita, speriamo che non si ripresentino situazioni analoghe. Diciamo che è stata una cura dolorosa seguita da una potente vaccinazione».
Qualche perplessità sul termine di 24 mesi per i decreti attuativi?
«Qualunque termine sarebbe stato modificato dal Parlamento. A me interessa partire, poi è chiaro che il processo sarà lento e progressivo».
Si è letto di un braccio di ferro tra lei e Fitto...
«Palle. Tutta la tempistica era già predeterminata da luglio nel Dpef, c’era poco da discutere. E poi mi pare che il voto unanime tolga qualsiasi dubbio».
Il punto fondamentale della riforma?
«Dalla spesa storica si passa ai costi standard».
Si spieghi.
«Oggi l’amministrazione pubblica incassa dallo Stato quanto spende. Spesso, però, ci si trova davanti a spese diverse a fronte dello stesso servizio. Che a un’amministrazione (cattiva) costa 10 e a un’altra (buona) costa 5. Ora passeremo a una impostazione di costi standard: a quel 5 devono arrivarci tutti, se poi l’ente locale spende di più dovrà farci fronte aumentando le tasse».
Sarà possibile controllare meglio anche l’evasione fiscale?
«Certamente. Sarà la leva con cui la faremo sparire. Perché i comuni non saranno più indifferenti verso quei cittadini che dichiarano zero lire e poi girano in Ferrari. Oggi il sindaco se ne frega per evitare di perdere un voto, da domani sarà il primo a volerli pizzicare».
Luciano Violante auspica il dialogo e dice che il testo approvato «può funzionare». Crede che il Pd lo seguirà?
«Mi auguro che a livello nazionale il centrosinistra abbia lo stesso atteggiamento che ha avuto a livello locale, visto che il testo è stato condiviso con regioni, province e comuni. Fare del federalismo una questione politica e mettersi di traverso sarebbe un peccato mortale».