Dalle tute agli stivali Questa è la moda a misura di campione

Quando Sante Mazzarolo fondò la sua azienda, nel 1963, ad Asolo, in provincia di Treviso, la immaginò, sin da subito, internazionale. Invece di chiamarla «Stella alpina» - termine che i suoi compaesani avrebbero, certamente, meglio compreso - la nominò «Alpinestars», in omaggio al fiore delle vicine Dolomiti. E non contento di proporre scarpe per escursioni a piedi e scarponi da sci, si mise a realizzare stivali e attrezzature tecniche per le gare di motocross. Da far indossare ai campioni, naturalmente, perché Sante Mazzarolo mirava in alto. Nel 1965 lanciò il primo prodotto di successo, calzato da piloti del calibro di Roger Decoster and Heikki Mikkola, poi iniziò a sfornare linee e accessori di abbigliamento sportivo per Motomondiale, Motocross, Nascar (National Association for Stock Car Auto Racing), collezionando una lunga trafila di testimonial del suo marchio, da Kevin Schwantz a Mick Doohan, da Kenny Roberts Jr. a Ricky Johnson e Jeremy McGrath, fino ad arrivare ai giorni nostri con Jorge Lorenzo e l'ultima generazione di atleti moticiclistici. Nel 1990 abbracciò il mondo della Formula 1 e allora fu la volta di Michael Schumacher, Tom Kristensen e Sebastian Vettel. E così, come nelle intenzioni del fondatore, la veneta e laboriosa Alpinestars divenne famosa in tutto il mondo.
«Mio padre è stato un grande innovatore e già 50 anni fa aveva una visione chiara del business» dichiara, con orgoglio, Gabriele Mazzarolo, figlio di Sante e da venti anni alla guida dell'azienda che oggi impiega 480 persone, provenienti da dodici differenti Paesi, possiede uffici in Italia, Stati Uniti, Giappone e Tailandia e fattura 100 milioni di dollari. «La nostra forza è stata determinata dai continui investimenti in tecnologia e design e dall'attento studio di ogni disciplina sportiva cui ci siamo dedicati, realizzando prodotti su misura per ogni campione e rispettosi delle sue esigenze e performance». «Ho avuto la fortuna di lavorare a contatto di grandi personaggi dello sport. Chi sono quelli da cui ho appreso di più, che mi hanno dato maggiore soddisfazione e che meglio hanno incarnato il nostro spirito? Tutti, senza dubbio, ma se devo proprio fare dei nomi, allora direi Mick Doohan, Jeremy McGrath, Colin McRae e Michael Schumacher».
Alpinestars, la cui offerta va da tute in pelle, stivali, guanti, protezioni ad abiti e calzature, dispone di due centri di ricerca, uno in California, l'altro a Maser, nel Veneto, dove vengono regolarmente impiegati tecnici ed esperti provenienti da ogni parte del globo; in più, il gruppo si serve di vari studi di design, dislocati in differenti location mondiali. Gli Stati Uniti- dove Alpinestars è presente dal 1986- rappresentano il mercato principale, seguito dall'Europa e dal tentativo ambizioso «di penetrare al più presto il Sud America, l'Asia e i Paesi emergenti». «Il nostro business è veramente internazionale, proprio come voleva mio padre- aggiunge Mazzarolo- è per questo che in azienda, persino ad Asolo, si comunica esclusivamente in inglese».