Dalle valanghe di neve al doppio turno fra i detriti

Fabio e Alberto, i poliziotti sciatori di Ovindoli. Con i due colleghi Renzo e Franco lavorano mattina e pomeriggio nella grande montagna bianca di via Campo di Fossa, nel centro dell'Aquila. Sembrano macerie di neve e invece è il bianco della polvere. I poliziotti sciatori scavano con le mani, chiamati subito a coordinare gli aiuti. Fabio (nella foto) da piccolo aveva vissuto il terremoto del Friuli: «Per mesi abbiamo vissuto fuori casa». Si è salvato per il suo istinto, domenica notte: ha sentito la prima scossa delle undici e ha avuto paura a rimanere all'Aquila. «Andiamo via», ha supplicato la sua fidanzata. Poche ore dopo era di nuovo qui a scavare, in piena notte, quando la città è stata sconvolta dalla scossa più grande. Fanno il doppio turno, i poliziotti sciatori, hanno deciso così. Dalla montagna bianca hanno tirato fuori, con l’aiuto dei vigili del fuoco, oltre quindici persone, tre sole vive. È la montagna dei cadaveri.