Dalle vigne della Liguria a Vinitaly

Carlo Revello

Fa piacere a un ligure constatare che le iniziative di successo promosse dal precedente governatore Sandro Biasotti siano proseguite e sviluppate dal team di Claudio Burlando. Così è stato per la manifestazione Slow Fish, così avviene ora per il Vinitaly.
Il Salone internazionale in programma fino al 10 aprile a Verona, una vera e propria vetrina per vini doc e docg e olio d’oliva di eccellenza, vede in scena anche la Regione Liguria. Insieme a Unioncamere si è deciso di proseguire questa importante presenza aggiungendo una chicca: dopo l’enoteca regionale di Castelnuovo Magra che punta alla valorizzazione prevalente della produzione enoica del Levante ligure, presto sarà la volta del Savonese dove, a detta dell’assessore Giancarlo Cassini, sorgerà entro giugno una nuova enoteca regionale a Ortovero per le eccellenze del Ponente.
Il programma più completo e dettagliato si concluderà con un’enoteca nell’Imperiese, forse nel castello di Dolceacqua, e un punto di riferimento centrale a Genova, si parla di Porto Antico.
Finalmente, ora che i grandi esperti hanno incominciato a prendere in considerazione Vermentino, Pigato, Rossese e Sciacchetrà, si rafforza il connubio fra turismo e agricoltura alla scoperta di eccellenze regionali che trovano così l’occasione di sviluppare la loro immagine nel mondo. Tutto questo grazie all’impegno che i produttori sia di vini sia di olio stanno in questi anni recenti profondendo per una maggiore tutela della qualità. Sono 35 i vignaioli liguri che partecipano all’appuntamento di Verona cui si affiancano 8 produttori che presso il Salone internazionale dell’olio d’oliva vergine ed extravergine metteranno in degustazione uno dei prodotti più famosi dell’intera produzione mondiale.
A Verona in uno stand di 64 metri quadrati, sono presenti 84 etichette (quasi tre a espositore) in rappresentanza delle 1652 aziende produttrici di vini doc di Liguria. Nell’occasione la Regione ha deciso di assegnare il riconoscimento «Benemerito per la viticoltura ligure» all’azienda agricola Claudio Vio nella frazione Crosa di Vendone alle spalle della pianura di Albenga fra le colline che salgono verso il Col di Nava a quota 300 metri. Su due ettari di vigneto nascono Pigato e Vermentino doc Riviera Ligure di Ponente e un rosso vivace da tavola (Runcu Brujau) il tutto per una produzione di 13mila bottiglie. Vigneron da due generazioni la famiglia Vio, prima Ettore e Natalina oggi Ivano, Claudio e la moglie Maria Grazia, hanno saputo sposare la natura alle tecnologie in cantina per esaltare al massimo i pregi di questi vini senza violentarne le caratteristiche naturali. Ecco quindi impianti di microfiltrazione e fermentazione controllata mentre per la loro produzione di olio, su un ettaro circa, regna la tradizione con frangitura a freddo in frantoio a pietra colombina.
Ma proprio per l’olio ligure, il Salone di Verona si presenta come un test importantissimo. Su 120 metri quadrati, viene presentata l’attività del Consorzio dop Riviera Ligure con i suoi 853 olivicoltori e una produzione che lo scorso anno ha raggiunto le 533 tonnellate.
Conoscere la Liguria enogastronomica attraverso la vetrina del Vinitaly è senz’altro un’idea positiva e importante per un rilancio in grande stile soprattutto delle eccellenze.
Occorre ora che gli enti delegati si prendano l’impegno di controllare con meticolosa cura la tracciabilità dei prodotti (dalla vigna, alla cantina, alla lavorazione) e apporla sulle etichette. Un impegno scrupoloso grazie al quale si potrà veramente creare nel consumatore la certezza di un made in Liguria certificato e garantito sul mercato.