Dallo scandalo Lewinsky al gestaccio di Blair: ecco lo scatto che scotta

Dagli Stati Uniti alla Francia: oltreconfine nessuno fa mai sconti a tradimenti, gaffe e debolezze dei politici

da Milano

Sulla squallida seconda vita di Chris Bryant, deputato laburista con l’hobby delle foto in mutande da scambiare nei siti internet per incontri gay, i giornali britannici si sono divertiti per giorni a superarsi in sfottò. Le foto del deputato «underpants» sbattute sulle prime pagine, lui costretto a pubbliche scuse, la minaccia dell’espulsione dal partito che poi non ci fu, la parodia del «Guardian» (25 settembre 2006) con i (finti) «Chris Bryant’s diary» a puntate. Fatti privati, orientamenti politicamente inessenziali su cui i media dovrebbero sorvolare. Ma la stampa anglosassone, eterno esempio di giornalismo da imitare, imparziale e distaccato, non perdona i vizi privati degli uomini pubblici da cui pretende l’esemplarità morale. E al minimo indizio di macchia nella sfera privata e sessuale - corna, frequentazioni equivoche, amorazzi - ci si butta a capofitto. Basta poco. Un ministro inglese, David Blunkett, ritrovò sulla prima pagina del Daily mail la sua foto con l’amante Kimberly Quinn. Si scoprì poi - perché raccontò tutto - che aveva anche utilizzato la sua influenza per risolvere la pratica del permesso di soggiorno alla colf filippina dell’amante. L’amore è «un fatto privato che non riguarda l’opinione pubblica», cercò di difendersi Blunkett. Ma servì a così poco, che un canale privato britannico ha prodotto addirittura una fiction sull’amore extraconiugale del ministro (titolo: «A very social secretary»).
Altri ministri inglesi sono stati messi all’angolo dalla stampa per via di private preferenze sessuali. Nick Brown, segretario all’Agricoltura del primo gabinetto Blair, fu costretto all’outing perché il tabloid News of the world aveva nel cassetto le sue foto con il giovane amante. Peter Mendelson, potente ministro del Commercio e grande consigliere del premier britannico, fu obbligato ad ammettere la propria omosessualità pubblicamente, in un dibattito tv, incalzato dalle domande di un opinionista del «Times». In molti sostengono che fu quello scoop a costare a Mendelson la promozione alla Difesa.
Il vizietto del deputato inglese Mark Oaten, portavoce degli Affari interni, sposato con figli ma scoperto con un ventitreenne gigolò, è stato il secondo scandalo scoppiato nel partito liberale nel giro di due settimane. Il leader Charles Kennedy si è dimesso a dicembre quando la sua dipendenza dall’alcol è diventata di dominio pubblico. Oaten si è chiamato fuori prima di vedere le sue foto in prima pagina. Nel comunicato con cui rassegnava le dimissioni a gennaio, il deputato si scusava per gli «errori di giudizio personale nella sua condotta», per aver creato grave imbarazzo e dolore alla sua famiglia e ai colleghi.
Più si sale nelle cariche e meno si perdona. A Blair stanno facendo pesare persino una goliardata vecchia dell’epoca del college, finora nascosta ai media, tirata fuori pochi giorni fa dal programma Newsnight della Bbc e poi ripresa da tutti i giornali. È una foto di Tony Blair studente ad Oxford, insieme ad altri compagni mentre, con sguardo irriverente, fa un gestaccio. Una chicca in pasto ai settimanali inglesi che, di fronte a uno scatto del cancelliere tedesco Angela Merkel in vacanza a Ischia, non esitarono a sbattere in copertina il deretano della signora. In Francia Paris Match ha aumentato di 250mila copie le vendite quando ha pubblicato la foto di Cécilia Sarkozy, moglie del ministro francese Nicolas, con l’amante, il publicitario Richard Attias. Dopo quasi un anno il direttore della rivista è stato rimosso dall’incarico, ufficialmente per divergenze con l’editore, ma il sospetto che il motivo fosse la foto della Sarkozy è bastato alla redazione per scendere in sciopero (il secondo in 58 anni).
È superfluo ricordare l’effetto devastante che una relazione clandestina può avere sulla carriera politica negli Usa, e l’uso diffamatorio che regolarmente, in campagna elettorale, si fa di presunte avventure o di comportamenti moralmente discutibili per screditare l’avversario. Prima e dopo il «Sexgate» di Bill Clinton e Monica Lewinsky una ragazza disponibile o una prostituta possono essere letali come un’accusa di frode.