Dallo «scudo» 85 miliardi, ma solo 35 tornati a casa

RomaLo scudo fiscale ha fatto emergere 85 miliardi di euro al 15 febbraio 2010, ma solo 35 miliardi sono stati rimpatriati. Lo rileva la Banca d’Italia in base ai dati della bilancia dei pagamenti. Gli intermediari, in particolare le banche, hanno comunicato a via Nazionale che le regolarizzazioni sono state pari a 85,1 miliardi di euro, ma solo il 41,18% di quella cifra (34,874 miliardi) è ritornata «fisicamente» in Italia; il resto è rimasto all’estero.
Rispetto alle cifre rese note dal ministro dell’Economia «ballano» all’incirca 10 miliardi di euro: da via XX Settembre, a fine 2009, era stato comunicato che le regolarizzazioni ammontavano a circa 95 miliardi di euro. Ma provvede la stessa Bankitalia a spiegare i motivi della differenza fra le due cifre: la rilevazione della banca centrale esclude infatti alcuni beni patrimoniali come preziosi e opere d’arte. Inoltre Bankitalia non tiene conto delle operazioni di lieve entità, inferiori alla soglia di rilevazione. Infine, l’effettivo rimpatrio o regolarizzazione delle attività «scudate» può essere stato differito nel tempo, e quindi ancora non segnalato a fini statistici.
L’Agenzia delle Entrate conferma che i propri dati sullo scudo quadrano perfettamente con quelli di Bankitalia. Agli 85 miliardi segnalati da via Nazionale vanno aggiunti circa 10 miliardi che portano la somma a 95 miliardi di euro: il calcolo è stato fato, precisano alle Entrate in base al gettito dell’imposta straordinaria versata entro il 15 dicembre scorso, pari a 4,75 miliardi di euro. Anche l’Agenzia ricorda che vi sono beni scudabili non segnalati da Bankitalia, e che potrebbero essersi verificati ritardi fra il pagamento dell’imposta e l’effettivo rientro dei capitali: c’è infatti tempo sino al 31 dicembre di quest’anno.
La Banca d’Italia fa anche l’identikit del «rimpatrio tipo» dei capitali scudati, proveniente per la stragrande maggioranza dei casi da un conto bancario in Svizzera. Quasi 60 milioni di euro su 85 provengono infatti dalla Confederazione. Dal Lussemburgo ne provengono 7.300, mentre 4.115 dal Principato di Monaco. Seguono San Marino, con 3.819 miliardi scudati, l’Austria con 1.251, il Liechtenstein con 1.234 miliardi. Sotto «quota mille miliardi» troviamo Regno Unito, Francia , l’Irlanda. Oltre 40 miliardi su 85 provengono da depositi in conto corrente, oltre 20 miliardi da strumenti di debito, quasi 12 miliardi da azioni, 4,6 miliardi in contanti, 885 milioni da immobili.
Nell’ambito della lotta all’evasione fiscale internazionale, l’Agenzia delle Entrate ha reso noto d’aver puntato gli occhi, insieme con la Guardia di Finanza, sulle filiali di banche slovene con sede in Italia e sulle filiali di banche italiane con sedi vicine ai confini con la Slovenia. Va avanti anche l’offensiva verso i titolari di conti detenuti in Liechtenstein: a 20 di loro l’Agenzia ha chiesto il pagamento di 240 milioni fra imposte dovute e relative sanzioni.