Dallorto conferma il suo viaggio: «Ma è l’unico in cinque anni»

In riferimento all'articolo intitolato La vera agenzia viaggi è in Comune, pubblicato su il Giornale di oggi, l'assessore alle Politiche ambientali Luca Dallorto precisa di aver effettuato - in cinque anni di incarico - un solo viaggio all'estero a carico del Comune, per partecipare a una riunione del Forum Ambiente di Eurocities. All’incontro - che si è svolto a Oulu (Finlandia) il 16 e 17 giugno 2005 - hanno partecipato decine di sindaci e di assessori provenienti da ogni nazione europea; ad Eurocities (organizzazione che si prefigge di mettere in rete e sviluppare metodi innovativi per integrare l'ambiente e lo sviluppo delle aree urbane) partecipano infatti 30 Paesi europei. In occasione del Forum di Oulu, il Comune di Genova ha proposto il gruppo di lavoro «Aree verdi e le città» che, presieduto da Genova stessa, è stato avviato in occasione di Euroflora con la partecipazione delle città di Bristol, Copenaghen, Leeds, Madrid, Oslo, Porto, Sheffield, Vienna.
«Difficile pensare che Genova, capofila di questo progetto, non partecipasse al Forum di Eurocities - dichiara Dallorto - è facile fare polemiche, ma bisogna anche ricordare che il lavoro svolto a livello europeo in questi anni ha permesso di far conoscere i nostri parchi storici, di acquisire dall'estero esperienze utili alla nostra città e, non ultimo, dì ottenere finanziamenti».

Dispiace davvero di essere riusciti casualmente a «beccare» proprio l’unico viaggio fatto in cinque anni dall’assessore Dallorto e di citarlo tra le altre decine fatte da colleghi assessori e dirigenti comunali. Ma se non altro la precisazione di Dallorto, visto che non smentisce alcunché, serve a dare una notizia: l’unico viaggio dell’assessore ha portato soldi per il verde pubblico cittadino che, stando ancora alle recentissime dichiarazioni dello stesso Dallorto, sembrerebbero non esserci. Tanto più che, assicurano i consiglieri comunali, in Sala Rossa non è mai stato riferito di questo successo economico. Quanto al «far conoscere i nostri parchi storici» all’estero,beh, viste le attuali condizioni, era proprio necessario?
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