Dall'unione fra arte e calice la prima maison Ruinart italiana

Dal 21 al 23 giugno venti ospiti degusteranno piatti e Rosè

Impara l'arte e mettila nel bicchiere. La maison Ruinart, la più antica della Champagne, conferma il suo interesse per l'arte e dopo Londra, Parigi e Madrid sceglie Venezia, per aprire la prima Maison Ruinart italiana nel maestoso Hotel Gritti Palace.

Per tre giorni, dal 21 al 23 giugno, in occasione della 57esima Esposizione Internazionale d'Arte, poche decine di persone potranno trascorrere momenti di estasi nella quasi inaccessibile terrazza della suite Redentore dell'albergo, da cui si gode uno dei più straordinari panorami sulla laguna. Un luogo generalmente aperto solo a chi ha la fortuna di essere ospite della suite. Per tre sere ogni sera 20 persone potranno assaggiare a cena i piatti elaborati da Daniele Turco, executive chef dell'hotel e del ristorante Club del Doge, in abbinamento alla Cuvée Ruinart Blanc de Blancs e Ruinart Rosé. Un'esperienza più informale ma sempre mozzafiato quella dell'aperitivo destinato a 60 clienti che potranno degustare i cicchetti della tradizione veneziana rivisitati da Turco, in abbinamento al Ruinart Rosé. Il prezzo per l'aperitivo, con due calici di Champagne, è di 60 euro, quello per la cena 270 euro. Le prenotazioni possono essere fatte sul sito www.maisonruinart.com. La storia di Ruinart è sempre molto legata a quello dell'arte. Nel 1896 la maison fu la prima a commissionare a un artista - e che artista: il ceco Alphonse Mucha, uno dei grandi interpreti dell'art nouveau, all'epoca però ancora poco conosciuto - una pubblicità destinata a fare epoca. Da allora Ruinart ha legato il suo nome alle opere di Maarten Baas, di Gideon Rubin, di Hervé van der Straeten, di Piet Hein Eek, di Georgia Russell, di Hubert Le Gall, di Erwin Olaf, del giovane francese di origini italiane Ugo Gattoni, un illustratore specializzato in soggetti surrealmente mitologic che si esibirà in una performance live proprio durante Maison Ruinart Venice. Attualmente Ruinart ha sposato la creatività dell'artista spagnolo Jaume Plensa, noto per le sue silhouette umane sedute e inginocchiate in pose meditative, si è ispirato alla figura del fondatore della maison, don Thierry Ruinart, che Plensa ha trasfigurato in una scultura maestosa ed universale, densa di segni e di simboli. E poi c'è il vino: il Blanc des Blancs è uno Chardonnay in purezza da uve di diverse aree dello Champagne, tutte vocatissime, ed è il vero manifesto dello stile Ruinart. Il Rosé invece è un 55 per cento pinot Nero e 45 per cento Chardonnay, vispo ed elegante.

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