Una dama azzurra vuol dare scacco al nipote di Fanfani

Lucia Bigozzi

da Arezzo

Piglio deciso, tratto pragmatico dell’avvocato matrimonialista, background «del fare» tipico di una blasonata famiglia di imprenditori. Con suocero, cognato (Rossano Soldini, presidente Assocalzaturieri) e marito guida un’azienda con trecento dipendenti, ma ha anche una passione per la politica. E per Forza Italia. Rossella Angiolini, candidata sindaco per la Casa delle libertà nel comune di Arezzo, ha diversi traguardi raggiunti nello spazio di pochi anni: due mandati alla guida dell’assessorato comunale alle Politiche sociali, poi nel 2005 «il salto» regionale sugli scranni del Consiglio della Toscana. Dice di se stessa: «Quando mi metto in testa una cosa, vado fino in fondo». Concetto che oggi la Angiolini applica alla sfida per la sua città, che torna alle urne con elezioni anticipate dopo l’inchiesta giudiziaria che ha scosso il Comune. L’obiettivo è la conferma dell’amministrazione di centrodestra che, dopo mezzo secolo di giunte rosse, ha trasformato Arezzo da paesone anonimo di provincia in città che riconquista la ribalta nazionale e internazionale.
Lo slogan elettorale che la Angiolini ha coniato riassume bene il senso del suo impegno: «Amo la mia città». Una donna cocciuta quanto basta per affrontare «a testa alta» una competizione che la vede contrapposta all’ex deputato della Margherita Giuseppe Fanfani, avvocato e nipote di Amintore, sostenuto dall’Unione e fino all’ultimo in predicato per un posto al sole nel governo Prodi e in Parlamento.
«È la mia storia professionale e politica a parlare per me», spiega Angiolini tra i telefoni incandescenti del suo affollatissimo comitato elettorale, «se sarò eletta, il mio impegno sarà quotidiano e costante, ricco di entusiasmo, passione, concretezza e senso del dovere così come per sei anni è stato alla guida dell’assessorato alle Politiche sociali». Ascolto, dialogo e condivisione delle scelte, le linee portanti del modello amministrativo che propone: «Sono strumenti semplici e moderni che ci permetteranno di raccogliere con continuità opinioni, suggerimenti e critiche dei cittadini, dando così un significato concreto alla parola “partecipazione”». Il candidato della Casa delle Libertà pensa a un «Comune moderno ed efficiente», con un’attenzione particolare alle fasce più deboli della popolazione. Priorità agli interventi per la famiglia, continuità con una politica fiscale che ha portato Arezzo «a essere la città toscana dove le famiglie pagano meno imposte l’anno, come certificato da un’indagine Istat», dice con una punta di orgoglio.
Punta sulla realizzazione di «nuovi asili nido ma anche al sostegno degli istituti privati accreditati per assicurare il servizio e il diritto di scelta». E prima di prepararsi all’ultimo comizio che chiude la maratona elettorale aggiunge: «La sensibilità di donna e di madre mi ha già permesso di dimostrarlo svolgendo l’incarico di assessore. Voglio dare un futuro alla città che amo, per evitare che le lancette della sua storia tornino drammaticamente indietro. Obiettivo possibile, con l’aiuto di tutti gli aretini».