«Dammi 20mila euro o faccio esplodere il locale» L’uomo, figlio del cameriere voleva estorcere soldi al titolare. Ha spedito una lettera minatoria

IL PIANO Il trentenne era indebitato con una società finanziaria. Ha fatto finta d’aver piazzato una bomba

Una finanziaria gli aveva intimato di restituire in fretta i 26mila euro che gli aveva prestato. Allora lui, che quel denaro non l’aveva, ha pensato bene di estorcerlo con l’inganno a una persona evidentemente considerata piuttosto ricca, un ristoratore, il datore di lavoro del padre cameriere. Così ha fatto recapitare al titolare del locale una lettera minatoria anonima nella quale minacciava di fargli saltare in aria la casa se non avesse messo il denaro in una busta lasciandola poi in un cestino delle immondizie. Il padrone del locale, però, letta la missiva, è corso dalla polizia a sporgere denuncia. E all’appuntamento prefissato l’estorsore ha trovato sì il denaro, ma anche gli investigatori che gli hanno messo le manette per arrestarlo.
È accaduto mercoledì pomeriggio, in zona Greco. Dove il titolare di un noto ristorante del quartiere è andato in commissariato a sporgere denuncia dopo aver ricevuto una lettera anonima.
«Caro - cominciava la missiva contenuta in una busta con scritto a penna “urgente” - purtroppo a causa tua abbiamo perso molto tempo e molti soldi, quindi è venuto il momento di ripagarci. Oggi alle 4 in punto metterai da solo 20mila euro in una busta e li getterai nel cestino della spazzatura in via Melchiorre Gioia 139. Altrimenti la tua casa salta in aria e tu piangerai dal dolore... Dopo ritorna al ristorante e se tutto è ok riceverai un’altra lettera dove ti diremo dove si trova l’ordigno in casa tua. Mi raccomando non fare il pirla e tienitelo per te... ».
Inutile dire che, seguendo le indicazioni dei poliziotti del commissariato di Greco Turro, l’uomo prepara un sacchetto pieno di fogli di giornale piegati al posto del denaro e va all’appuntamento, lascia l’involucro nel cestino delle spazzatura e se ne va. Intanto, però, in via Melchiorre Gioia 139 si appostano gli investigatori. E quando notano un giovane che, giunto davanti ai rifiuti all’ora prefissata, afferra il sacchetto lasciato lì dal ristoratore, lo bloccano: si tratta di un giovane commercialista di 30 anni, figlio di uno dei camerieri del ristorante.
Inizialmente racconta ai poliziotti una storia improbabile, sostenendo di essere stato obbligato a recapitare quella lettera al ristoratore da uno sconosciuto, sotto la minaccia di una pistola.
Dopo la perquisizione domiciliare e la testimonianza della sua convivente, però, gli investigatori vengono in possesso di un’altra lettera, quella di una finanziaria, giunta alla fine del novembre scorso e nella quale si chiede al giovane di restituire entro 8 giorni 26mila euro. A quel punto scattano le manette.