«Dammi gratis quel terzino o ti ammazzo»

Agguato al presidente del Monopoli. Indagati i due aggressori. Volevano che Loseto jr. passasse al Brindisi a titolo gratuito

da Bari

Profondo Sud. Nei metodi, nel vivere lo sport, nel far risuonare sullo sfondo un vago clangore di «scacciapensieri». C’è un terzino da comprare, sarebbe pure bravo. Anche perché è figlio di quel Loseto che giocò in serie A. E allora? Compratelo oppure andatelo a guardare quando gioca. No, in questo profondo Sud che sta ritrovando consuetudini selvagge, un terzino bravo non lo si compra, lo si ottiene gratis con la forza. Roba da Padrino, da retro di un macello con i quarti di bue appesi e l’ostaggio che ulula. Roba da mazza da baseball fatta luccicare davanti al naso. Il fatto è regolarmente accaduto come da denuncia. La polizia ha sottoposto a indagini le due persone che ieri sera avrebbero aggredito il presidente del Monopoli calcio Vito Ladisa per costringerlo - secondo la denuncia che lo stesso imprenditore ha presentato - a cedere a titolo gratuito al Brindisi calcio il terzino del Monopoli (serie D) Gianluca Loseto, figlio di Onofrio (mediano del Bari negli anni '90).
A quanto si è saputo, agenti della squadra mobile sono giunti ai due aggressori, che hanno agito con i volti coperti da bandana, su indicazione dello stesso Ladisa che ha indicato i loro nomi nella querela presentata mercoledì sera in questura. Secondo la denuncia, Ladisa è stato aggredito nella sua ditta di ristorazione che si trova in via Napoli, a Bari. I due malviventi hanno fatto irruzione e con metodi da telefilm di quart’ordine hanno tentato di estorcere al presidente la firma per la cessione gratuita del calciatore. Della serie: «Se non firmi ti sfregio. Se continui a non firmare ti ammazzo». Il presidente del Monopoli prova a resistere, forse sottovaluta le minacce. O più probabilmente ritiene che simili metodi non si usino più. Questione di tempi e di anacronismo connesso.
I due aggressori rimangono, per dirla alla sportiva, bellamente spiazzati. E, vista la resistenza dell'imprenditore, cominciano a schiaffeggiarlo. Qualcuno ascolta, qualcuno s’accorge, qualcuno accorre. Per i due non c’è più tempo, la compravendita va in fumo in questo calciomercato alternativo in cui l’unità di misura è la violenza. I malviventi si dileguano, il presidente deve ricorrere alle cure dei medici. Niente di grave. Sta peggio un centravanti marcato da Materazzi. Ma ancora una volta è il gesto che conta. Da qui la denuncia, l’inchiesta, gli arresti. Loseto junior resta al Monopoli. Che trattativa.