Dammi indietro la mia 600. Soprattutto senza tv

Non ha usato gli abbaglianti mentre sverniciava a tutta velocità la mia vecchia macchina. Gliene sono grato. In strada, checché se ne dica, il mondo si divide in due sole macrocategorie: quella dei cafoni e quella dei non cafoni. E chi abbaglia per far spostare l'auto che lo precede - ovviamente se la suddetta auto non sta lumacando alla metà del limite di velocità - rientra a pieno merito nella prima macrocategoria.
Mentre il bolide sfrecciava di lato ho avuto giusto il tempo di notare che si trattava di bella macchina, decappottabile, con cerchi luccicanti. Per la verità, ho notato anche che a bordo c'era una folta chioma svolazzante alla destra del giovane guidatore. Vettura e chioma si sono gradatamente smaterializzate presto all'orizzonte, riducendosi via via da doppio lumicino rosso nella notte a fioco puntino. Ho pensato: la chioma svolazzante era di una ragazza piuttosto carina; ho riflettuto: dati giorno e ora, le 22 di sabato sera, il non cafone e la creatura bionda stavano raggiungendo come minimo un piano bar, come via di mezzo una buona discoteca sul Lago Maggiore, come massimo un gruppo di amici al piano bar o in discoteca. Ho concluso: certo che a trent'anni con la fuoriserie, la bionda, la capote aperta e il vento e il cielo stellato e la musica che ti aspetta e il ballo e le risate con gli amici e, massì, anche l'amore che coronerà la serata, ecco, quei due ragazzi dovevano avere addosso la sensazione unica di chi si sente padrone del mondo.
Mi sono sbagliato. A poco a poco, con il semaforo per alleato, spremendo il vecchio motore a gas petroliferi liquefatti, ho raggiunto fuoriserie e occupanti fermi impazienti al rosso che tagliava la statale. Ho incrociato i loro sguardi per un attimo, volutamente, perché volevo respirare con gli occhi la miscela magica che solo giovinezza, amore e spensieratezza, quando viaggiano incredibilmente insieme, sanno regalare.
Non dovevo farlo.
Il giovane e la creatura bionda non si stavano guardando e tantomeno sorridevano. Erano come due splendidi manichini con gli occhi di plastica fissi verso un solo punto al centro del cruscotto: lo schermo lcd di un piccolo tv. Doveva essere un programma molto interessante. Mi auguro non un reality, almeno un buon film. I due ragazzi erano entrambi fuori ma in fondo dentro. Erano entrambi in giro ma in fondo in casa. Erano in due ma in fondo soli l'uno per l'altra. E allora ho pensato a Vecchioni, a San Siro, a "ma dammi indietro la mia 600, i miei vent'anni e una ragazza che tu sai…". E allora ho tirato un sospiro di sollievo per il pericolo scampato: all'epoca la tv stava solo in salotto.