Damo Suzuki, star del «kraut rock» ospite d’onore domani del BääFest

La Stecca degli Artigiani, al Garibaldi, teatro della mini rassegna curata dai quattro brianzoli di Ebria

Luca Testoni

Riunire le realtà dell'underground sperimentale (free, jazz, minimale, d'improvvisazione) in un'unica rassegna live. È questo l'obiettivo del quartetto alla guida dell'etichetta indipendente brianzola Ebria Records (info: www.ebriarecords.com), che promuove per il secondo anno consecutivo il BääFest, la rassegna di scena quest'oggi e domani (dalle 19.30 alla mezzanotte, ingresso con sottoscrizione libera) alla Stecca degli Artigiani, l'ex capannone industriale di via Confalonieri 10, ai margini dell'Isola Garibaldi.
Una manifestazione che gli organizzatori - senza timore di smentita - assicurano non abbia uguali nel nostro Paese e che ormai può già contare su uno zoccolo duro di fan esigenti e ben predisposti verso un modo "altro" di intendere (suonare, proporre e ascoltare) musica. Il buon riscontro di pubblico dell'edizione inaugurale la dice lunga.
Undici le proposte dal vivo per un cartellone estremamente variegato e tutto rigorosamente italiano, con la sola eccezione della "guest star" di domani sera, quel Damo Suzuki, ex cantante dei tedeschi Can, nome di culto del cosiddetto "kraut rock" anni Settanta, che oggi si esibisce alla testa di un collettivo aperto di cui fanno parte (per questa tappa italiana) i componenti del "feroce" trio jazz-core romano Zu e l'ex chitarrista degli Afterhours Xavier Iriondo.
Preparatevi, nello specifico, a un concerto nel segno di un rock di chiara matrice avanguardistica, tra rumorismo e bizzarre disarmonie vocali.
Scorrendo il programma, quest'oggi, giornata inaugurale, occhio alla performance sensorial-sonora delle Allun (che fanno un uso smodato e atipico di elettrodomestici, giocattoli e sintetizzatori... ) e al set di Cristiana Fraticelli, in arte Ioioi, artefice di un mix di chitarre, laptop music e cantati in lingue orientali. Ma attenzione anche al free-jazz-core dei torinesi Antrofobia, al rock di frontiera di Bron Y Aur e all'improvvisatore Giuseppe Ielasi, uno dei principali animatori della scena elettroacustica in Italia (è sua l'etichetta indipendente Fringes), protagonista di un set minimalista nel quale "farà suonare" un campionario di strumenti e oggetti che si è costruito da solo.
Domani sera, invece, oltre a Suzuki, ci sarà spazio anche per l'accoppiata Iriondo-Paolo Cantù (dopo aver archiviato l'esperienza A Short Apnea, ci riprovano con il progetto ribattezzato Uncode Duello), per La Bestia Pensante (il trio capitanato dal conosciuto batterista-percussionista free-jazz milanese Tiziano Tononi), e per i set ad alto tasso di sperimentazione di One by One e Ben-za!.