Dan Brown a Milingo: facciamo un libro

Andrea Tornielli

Dan Brown, il miliardario autore del Codice da Vinci, vorrebbe collaborare con l’arcivescovo esorcista Emmanuel Milingo, il prelato che da qualche settimana ha lasciato l’Italia per stabilirsi negli Stati Uniti dove si è riunito con l’agopunturista coreana Maria Sung e con la setta del reverendo Moon. Il condizionale è d’obbligo per una notizia considerata top secret: nei prossimi giorni alcuni emissari di Brown e poi lo stesso romanziere in persona, potrebbero incontrarsi con il monsignore sul quale potrebbe presto abbattersi la scomunica. Trapela anche il luogo: uno dei lussuosi alberghi che si trovano nella parte americana delle cascate del Niagara, al confine tra Stati Uniti e Canada.
Perché mai lo scrittore di best seller, che ha venduto ormai cinquanta milioni di copie del suo romanzo sulla presunta dinastia di sangue della Maddalena e sugli esoterici (quanto inesistenti) messaggi contenuti nei dipinti di Leonardo, dovrebbe interessarsi così tanto allo stravagante ecclesiastico africano, convolato a «nozze» cinque anni fa, poi pentitosi e ora ritornato ancora una volta sui suoi passi? All’origine di tutto ci sarebbe l’intenzione di Brown di dedicare uno dei suoi prossimi romanzi alla figura del diavolo, alle possessioni e ossessioni diaboliche e agli esorcismi che cercano di scacciare il maligno. Tema forte e certamente affascinante per uno scrittore come Brown. Il quale sarebbe inoltre interessato ad avere la consulenza di monsignor Milingo anche per la sceneggiatura del film tratto dal romanzo Angeli e demoni, che racconta un intrigo ambientato nei palazzi vaticani.
In effetti Milingo è noto per essere un vescovo esorcista ed è fuggito da Zagarolo, dove viveva dopo il suo ritorno all’ovile, per rompere definitivamente con la Santa Sede che a suo dire non l’apprezza e non lo valorizza a dovere impedendogli di mettere a frutto i «doni speciali» da lui ricevuti. Non è dunque da escludere che Dan Brown cerchi nel prelato un aiuto anche per descrivere dall’interno alcuni meccanismi del mondo vaticano. Meccanismi che, a dire il vero, l’autore di Angeli e demoni dimostra, proprio in quel romanzo, di conoscere ben poco. A quanto pare, il romanziere avrebbe cercato da tempo di contattare Milingo, senza successo, dopo essersi rivolto ad altri esorcisti. Non va infine dimenticato che proprio il tema del celibato del clero e del presunto complotto che la Chiesa avrebbe attuato per estirpare e cancellare l’elemento femminile, il «femminino sacro», sono alla base del fumettistico polpettone di Dan Brown e del film che ne è stato tratto. Dunque, ai suoi occhi, il curriculum dell’arcivescovo emerito di Lusaka, la sua storia avventurosa, la sua attività di esorcista guaritore e il suo nuovo impegno in favore dei preti sposati, devono essere apparsi come possibili ingredienti di un cocktail di successo.
In attesa di sapere come andrà l’incontro tra Milingo e i collaboratori di Brown, emergono nuovi particolari sulla fuga dell’arcivescovo, che sarebbe arrivato negli Stati Uniti con un volo della Delta Airlines e avrebbe chiesto un visto per motivi di studio o lavoro della durata di sei mesi. Intanto un appello alla «diplomazia vaticana» perché si attivi per recuperare il prelato esorcista arriva dall’insegnante di religione milanese Alberto Giannino, presidente dell’associazione dei docenti cattolici. «I moonies - ha dichiarato Giannino - intendono porre la questione del celibato sacerdotale e dei 100mila ex sacerdoti della Chiesa cattolica solo per catturare il loro consenso e per arruolare nella loro setta molti di questi sacerdoti e infine incrementare la loro setta che attualmente ha solo un milione e mezzo di aderenti nel mondo. Bisogna, quindi, appurare se Milingo sia sottoposto a tecniche di plagio o sia nel pieno possesso delle sue facoltà». L’intervista che Milingo ha concesso nei giorni scorsi al vaticanista americano John Allem jr. sembra però dimostrare che il vescovo non abbia subito alcuna pressione ma anzi abbia pianificato nei dettagli la sua «fuga» da Zagarolo e il suo ricongiungimento con l’agopunturista coreana.
Andrea Tornielli