La Dandini costa tanto ma si lamenta ancora di più

RomaIl giorno dopo la bocciatura da parte del Cda Rai Serena Dandini, insieme con Andrea Salerno e Domenico Procacci della Fandango, organizza in fretta e furia una conferenza stampa per rispondere alle osservazioni sui costi del programma Parla con me e per mettere la parola fine a una querelle che si trascina dall’inizio dell’estate. «Qui nessuno è martire». Così esordisce la Dandini, davanti a una platea formata non solo da giornalisti ma anche da colleghi (Ruotolo e Santoro su tutti) venuti a testimoniare la loro solidarietà al gruppo dei giubilati. «Cacciarmi - incalza la presentatrice - non costa nulla alla Rai perché non ho mai voluto un contratto in esclusiva con loro. Ho sempre lavorato a progetto». E quanto al format di Parla con me, quello «l’abbiamo regalato noi alla Rai», e da una borsa ha tirato fuori una ricostruzione in miniatura del famoso divano rosso della trasmissione. È stata una conferenza stampa dove sono piovute accuse all’azienda di viale Mazzini, in particolare nei confronti della maggioranza di centrodestra del Cda Rai. La Dandini ha parlato di «falsità» e di «leggende metropolitane» intorno a lei e al programma e ha messo al punto uno la questione risorse interne. «È una grandissima menzogna - spiega la conduttrice - che non volessi fare il programma con le risorse interne Rai. La trasmissione è fatta già per il 70% da risorse Rai. La Fandango si occupava solo di autori e della parte artistica», come sottolineato da Procacci e Salerno. «Per noi sono dei pretesti - aggiunge la Dandini - il risparmio c’era». E Salerno ha aggiunto che «il taglio del 5% era stato indicato già a fine maggio». Altra «leggenda metropolitana» per la Dandini è quella del numero di autori: «È una mia scelta avere 1 o 100 autori, se non cambia la cifra a disposizione». Procacci, poi, replica al consigliere Angelo Maria Petroni che dice di aver votato contro la proposta del dg Lorenza Lei perché così impone quanto previsto dal Codice dei contratti. «La normativa europea - spiega il patron della Fandango - esclude però che ciò valga per la tv». Alla coppia Dandini-Procacci risponde, dai microfoni della Zanzara di Radio 24, Alessio Butti, capogruppo Pdl in Vigilianza Rai. «È inqualificabile - aggiunge - la gogna mediatica che si sta perpetrando nei confronti di chi ha osato dire no a Fandango. Ricordo a chi sta gridando in queste ore alla morte del servizio pubblico che il programma costa ben 8 milioni di euro l’anno per un ricavo pubblicitario di 2,5 milioni. Ogni puntata di Parla con me costa 70mila euro, mentre una seconda serata di Raiuno esattamente la metà». Insomma non è una storia di martiri questa. Ma di tigna sì. «Pensavo di prendermi un anno sabbatico - chiosa la Dandini - D’altronde ho altre cose da fare. Ma ora per tigna ho deciso di tornare in tv. Mi rivedrete presto». E già si dice che Corrado Guzzanti e Neri Marcorè si siano resi disponibili alla nuova (tignosa) avventura.