Daniel Auteuil e la Binoche perseguitati dalle cassette

Daniel Auteuil e Juliette Binoche tornano insieme sullo schermo con Niente da nascondere di Michael Haneke, che in originale ha un titolo, Caché, che invece significa «nascosto». Qualcosa di egualmente assurdo accadde a Le siléncieux (il silenzioso o il silenziatore) di Pinoteau, uscito in Italia come L’uomo che non seppe tacere (!). In Niente da nascondere Haneke racconta di un conduttore tv (Auteuil), con moglie infedele (la Binoche), indifferente alle corna ma sensibile alle videocassette con registrazioni clandestine della sua normalissima vita quotidiana: le accompagna infatti il disegno di uno sgozzamento. I sospetti si concentrano sul figlio ventenne di un coetaneo, un algerino, che i genitori del personaggio di Auteuil nel 1961 avevano quasi adottato, poi spedito in orfanotrofio. Aduso a vivere sensi di colpa politici (è nato in Germania nel 1942), Haneke ricambia la cortesia applicando la colpevolizzazione collettiva ai francesi: per lui, l’Algeria è stata l’Auschwitz della Francia. Ma agli italiani importano i crimini coloniali francesi?

NIENTE DA NASCONDERE di Michael Haneke (Francia, 2005) con Daniel Auteuil, Juliette Binoche, 117 minuti