Daniela Martani, ovvero l’hostess che visse tre volte

L'eroina è come una Giovanna d'Arco senza esercito: bocciata anche dalla <em>Fattoria</em> dopo l’esclusione dal <em>Grande Fratello</em>, l’ex assistente di volo è già pronta a un nuovo decollo

La donna che chiede, ha perso in partenza. La donna, da che mondo è mondo, ciò che vuole o se lo prende, oppure se lo fa regalare. Non parliamo poi della donna che protesta, picchia i pugni sul tavolo, mette giù il muso. Così facendo si «uomizza» e, naturalmente, non ottiene nulla. Ma il femminismo, direte. Il femminismo l’hanno inventato gli uomini per nascondere le proprie debolezze, e per far finta di concedere ciò che le donne (giustissimamente, sia ben chiaro) avevano già portato a casa alla faccia loro. Ma le pari opportunità, direte. Le pari opportunità le hanno inventate i politici maschietti, cioè gli uomini più deboli (quindi affamati di potere), per nascondere le debolezze di cui sopra, e per avere in Parlamento o in Consiglio dei ministri una bella ragazza da bersagliare con bavose galanterie o battute da caserma.

Ovvio, dunque, che Daniela Martani abbia perso prima al Grande fratello e poi alla Fattoria. Ovvio, perché vi era entrata dopo aver protestato in piazza brandendo un inquietante cappio, dopo aver picchiato per interposta persona i pugni sul tavolo delle trattative Alitalia, dopo aver messo giù il suo musino con tanto di intensi occhi umidi color nocciola. Così facendo aveva posto, senza avvedersene, il carro del successo davanti ai buoi dell’audience. Era già un personaggio. E dunque, che cosa andava a fare nella casa più spiata d’Italia? E, non contenta della prima sconfitta, che cosa andava a fare nella promiscua comune brasiliana? Quelli son posti per signori Nessuno desiderosi di diventare Qualcuno o per signori ex-Qualcuno che tentano la sorte per recuperare al tavolo verde della prima serata le fiches dilapidate in maldestri investimenti d’immagine.

La hostess che visse due volte ha tentato il tris, ma forse domenica notte ha capito che giocare a carte scoperte è un rischio eccessivo. Nasconde molte insidie, la carriera della suffragetta mediatica: c’è sempre qualcuno che, oltre alle scarpe, vuole farti qualcos’altro. La bella Daniela chieda alle sue colleghe d’elezione Anna (Karenina) ed Emma (Bovary) come va a finire la donna che si permette di chiedere. Caduta due volte dal campanile dei reality show senza che sotto ci fosse il materasso di un posto sicuro, l’Esclusa sembra una rivisitazione in chiave grottesca della pirandelliana Marta Ajala, anch’essa per due volte scacciata con ignominia dal palcoscenico di una crudele commedia umana.

Ma coraggio, come per Marta, anche per Daniela la riabilitazione è dietro l’angolo. Ecco, ci pare di udire la sgommata dell’auto del prode Staffelli il quale, impugnando il Tapiro come fosse un mazzo di rose rosse, s’appresta a omaggiare come si conviene la Giovanna d’Arco catodica che, nel bel mezzo della «battaglia», s’è voltata indietro sorprendendo il proprio esercito in pantofole nell’atto di... cambiare canale. E, dopo Staffelli, seguiranno le consuete ospitate, le consuete copertine patinate, i consueti articoletti «colorati» e interlocutori come questo. Seguiranno lettere di fans che propongono fidanzamenti (ma inviate a quale indirizzo, se non a quello della casa e della fattoria?) e lettere minatorie di gelose arpie.
Tranquilli, è già tutto in palinsesto, è già tutto all’ordine del giorno. L’aspirante soubrette di Roma non finirà come la ballerina di Siviglia che tutti la vogliono e nessuno la piglia. Qualcuno, in un modo o nell’altro, se la piglierà, vedrete. Lei non deve far nulla. Soltanto stare ferma e aspettare. In capo a una settimana sabbatica, la giostra ripartirà. Una sola raccomandazione, signora Daniela: non faccia altre domande. Resti fedele al suo essere donna e prenda ciò che vuole. O se lo faccia regalare.