Daniele Gatti risveglia la modernità di Ciaikovskij

Prosegue l’integrale delle Sinfonie di Ciaikovskij con Daniele Gatti alla testa della Royal Philharmonic Orchestra di Londra, di cui il maestro milanese è «music director» dal 1996. Ogni cd porta una Sinfonia e un brano da concerto: la Quarta e il Capriccio italiano, la Quinta e l’ouverture-fantasia Romeo e Giulietta, la Sesta, Patetica, e la deliziosissima Serenata per archi. Col suo complesso londinese, dunque, Gatti «disegna» un ritratto sinfonico a tutto campo del musicista russo. Lo fa mettendo da parte ogni enfasi e ogni retorica proprio come lo abbiamo ascoltato dal vivo tanto nella fine secolo di Ciaikovskij quanto in quella di Mahler. Ed ecco, nella Quarta, le fatali fanfare prosciugate, uno stacco del tempo senza inutili indugi, un lavorare di fino sulle mezzetinte e su quegli intrecci melodico-timbrico nei quali l’autore della Patetica è maestro. Ecco un Pizzicato-Ostinato preso senza correre perché la pagina possa essere radiografata in tutta la sua geniale modernità. Ecco un Finale serrato ma fluente. L’orchestra è di assoluta eccellenza e la presa del suono serve bene il taglio analitico delle letture.

Daniele Gatti dirige Ciaikovskij (Harmonia mundi)