Daniele Sepe e la sua musica «senza patria»

Sarà il concerto del musicista napoletano a chiudere questa sera la rassegna «Roma incontra il mondo» dedicata alla world music

Simone Mercurio

Musica meticcia, cosmopolita, globale, apolide e senza cittadinanza questa sera per il gran finale dell’edizione 2005 di «Roma Incontra il Mondo». Niente passaporto o documenti identificativi per le sonorità clandestine di Daniele Sepe & Art Ensemble of Soccavo, dalle 22 protagonisti dell’ultima serata del festival di Villa Ada.
Un artista, un menestrello, Daniele Sepe, che ha fatto della sua dissacrante provocazione, del suo messaggio civile, il linguaggio corrosivo per la sua sferzante, popolare e cosmopolita musicalità.
«Terroni di tutto il mondo unitevi!» grida il sassofonista napoletano dal suo sito internet. «Oltre» ogni confine, «oltre» le frontiere, «oltre» i generi e le denominazioni, «oltre» i ghetti, «oltre» gli stereotipi e i conformismi, i suoi suoni sono un «infiammare di tarantelle», per dirla con lui, che passa dal jazz degli anni ’60 al raggamuffin più oltranzista.
Canzoni di protesta, dunque, in un crogiolo di occasioni musicali in piena sintonia con i puntelli di ribellione delle differenti radici e culture con le quali il musicista partenopeo ha saputo venire in contatto. Daniele Sepe come Ulisse in Nia Maro, suo ultimo lavoro pubblicato alla fine del 2004. Un lavoro che contribuisce a rendere ancor più grande la tradizione della musica popolare napoletana allargando gli orizzonti verso l’intero Mediterraneo.
Un titolo ideale Nia Maro che in esperanto significa Mare Nostrum. Un disco che è un percorso da navigatore di oceani musicali dove l’ascoltatore novello Ulisse segue la rotta, prende il largo e si avventura alla scoperta di terre in cui lo accolgono suoni antichi arricchiti dalla sorpresa di nuovi spunti caratterizzati da raffinato gusto e rispetto per le tradizioni.
Tra il 1975 e il 1980 il musicista intraprende una lunga gavetta come session man, fino al debutto solista del ’91 con l’album Malamusica.
In breve tempo Sepe diventa l’icona della multietnicità nella musica italiana e viene invitato alle più prestigiose rassegne di world music europee. Nel 2000 pubblica Conosci Victor Jara?, ad oggi il suo album di maggior successo, dedicato alla vita, alle opere e alla musica del grande cantautore cileno, che incarnò con la sua musica il simbolo della lotta contro ogni dittatura, a partire proprio da quella che colpì il suo Paese nel 1973 e che trovò lo stesso Jara tra le prime ed immediate vittime. Questa sera sul palco con Sepe saranno Auli Kokko (voce), Marzuk Mejiri (voce e percussioni), Piero De Asmundis (tastiere), Sasà Brancaccio (basso), Lello Di Fenza (batteria).