Daniele Silvestri sbarca al Palasport tra rock e dance

Stasera arriva al Palasport della Fiera di Genova, alle 21.30, «Il Latitante Tour» di Daniele Silvestri. Il cantautore romano, classe '68, dopo il clamoroso successo de «La Paranza», regina invernale delle playlist dei network radiofonici, sta promuovendo in giro per l'Italia il suo ultimo album «Il latitante» e il suo gettonatissimo singolo «Gino e l'alfetta». Daniele sarà accompagnato sul palco da Maurizio Filardo alle chitarre acustiche, elettriche e al mandolino, Piero Monterisi alla batteria, Gianluca Misiti alle tastiere e programmazioni e Gabriele Lazzarotti al basso e contrabbasso.
Daniele Silvestri, da oltre 10 anni uno dei cantautori più innovativi del panorama musicale italiano, durante il concerto ripercorrerà la sua carriera attraverso una scaletta di quasi 30 brani, proponendo uno spettacolo con atmosfere che varieranno dal rock, all'acustico fino alla dance. Oltre ai brani del nuovo album, sicuramente in programma ci saranno: Il mio nemico, La paranza, Kunta kinte, Occhi da orientale, La bomba, Salirò, Manifesto, L'uomo col megafono e Cohiba. Particolare sarà la scenografia, caratterizzata dalla lucentezza fornita da grandi quadrati in alluminio. Daniele Silvestri ha la musica nel sangue, è figlio d'arte, il padre è scrittore e autore televisivo, la madre è una cantante jazz; crescendo l'artista ha raffinato questa sua dote diventando uno dei migliori eredi della tradizione dei cantautori italiani con la capacità di scrivere canzoni che coniugate ai suo ritmi pop-rock- funky piacciono a tutti. Era scritto nel suo destino, d'altronde suo padre Alberto, in occasione del suo diciottesimo compleanno, gli aveva testualmente fatto questo augurio: «Quando entro in casa e sento musica, so che ci sei, perché sei fatto di musica. Come per sua madre, tua madre era di jazz; e per mio padre, io teatro e penna. Tua madre è ancora jazz, io sono ancora penna: spero che tu resti musica ogni giorno».
Il cantautore romano poliedrico e fantasioso non lo è solo nella musica ma anche nella vita. Ha dichiarato in un'intervista su Mtv che ama la musica, il teatro, la pastasciutta, i Beatles, Dostojevskj e Asterix. Teme la stupidità, il passare del tempo, il giro di do e i dentisti. Spera di avere sempre la fortuna di scegliere tra almeno due possibilità. Daniele è cresciuto artisticamente in una cover band ispirata ai Duran Duran dopo aver rinunciato al motorino in cambio di una tastiera e fino ai vent'anni ha girato l'Europa in Interrail. Ha debuttato ufficialmente nell'estate 1994 con il primo disco omonimo, aggiudicandosi la Targa Tenco per il miglior album d'esordio.
Da allora la sua carriera ha sempre guardato avanti, l'anno successivo ha partecipato nella sezione «giovani» del Festival di Sanremo con «L'uomo col megafono». Ha pubblicato successi come Le cose in comune, Cohiba, Salirò, Sempre di Domenica, la Paranza e a scelto di rendere le sue esibizioni dal vivo un mezzo per offrire il proprio contributo alle cause in cui crede, come il raduno musicale contro le mine antiuomo; ha scelto di essere co-autore e co-interprete di album non suoi, come in quello d'esordio dei Tiromancino; di comporre le musiche di colonne sonore o di spettacoli teatrali come «Tango», ispirato al dramma dei desaparecidos argentini. In poche parole Daniele Silvestri è esattamente quello che gli ha augurato suo padre: musica.