Danneggiata l’auto di De Benedetti I pm: forse spionaggio

Gli hanno scassato il parafango, e lui ha presentato denuncia per «un’intrusiva e dolosa manomissione rilevata all’interno dell’autovettura da lui utilizzata per i suoi spostamenti» nella Capitale. Così adesso la Procura di Roma ha aperto un fascicolo, ipotizzando il reato di «danneggiamento», e quale sennò, ma destinando alle indagini niente meno che il pool di magistrati specializzati nel contrasto dei reati di pirateria informatica. Perché Carlo De Benedetti non è un cittadino qualunque, ma il presidente del Gruppo l’Espresso-Repubblica. E il dubbio è che qualcuno volesse spiare l’Ingegnere, che s’è premurato di far diffondere la notizia da uno dei suoi portavoce. Nel parafango infatti sarebbe stato ricavato uno spazio utile a nascondere un oggetto per ora non identificato, che però potrebbe essere un piccolo congegno, magari elettronico, come, appunto, una microspia. E di questi tempi, meglio prevenire.