Danni per 4,5 milioni di euro al basilico di Prà

Ammonterebbero a circa 4,5 milioni di euro i danni stimati per le serre e le colture di basilico nella zona di Prà, gravemente colpite dalla grandinata di domenica. È quanto è emerso ieri mattina nel corso di un vertice che si è tenuto in Regione ed al quale hanno partecipato, oltre all'assessore ligure all'agricoltura Giancarlo Cassini, rappresentanti della Provincia di Genova (con l'assessore Marina Dondero), del Comune (con il vice sindaco Alberto Ghio), della Confcommercio, dell'Amiu, delle associazioni di categoria e della protezione civile.
Per il momento è ancora in corso una verifica della reale entità del danno, anche se secondo una prima stima ammonterebbe a circa 3 milioni di euro per le strutture e 1,5 milioni di euro per le colture. Entro 60 giorni si potrà valutare la possibilità di richiedere lo stato di calamità naturale.
«Stiamo ancora monitorando la situazione - ha spiegato l'assessore Cassini - ma intendiamo entro il 15 settembre giungere ad una bonifica totale dei terreni colpiti in modo da ripartire con le coltivazioni e non perdere la stagione».
In questa ottica si sta valutando anche la possibilità di ricostruire le serre danneggiate utilizzando materiali anti grandine, in grado cioè di resistere a fenomeni temporaleschi anche intensi.
Nel corso del vertice è stata sottolineata la rapidità con cui gli enti pubblici ed i vari organismi si sono mossi per rispondere all'emergenza. «Una rapidità - ha concluso Cassini - che dovrà essere applicata anche per la ricostruzione».
Intanto anche il quotidiano britannico «The Guardian», di solito molto attento ai fatti italiani, nell’edizione di mercoledì ha dedicato a pagina 7 un articolo al basilico colpito dal maltempo. Il titolo era «Sorry sir, the pesto’s off. Huge hailstone ruin the Genoa basil crop» (Spiacente signore, il pesto non c’è più. Pesanti chicchi di grandine rovinano il raccolto del basilico a Genova).
L’articolo, a firma di Barbara McMahon, racconta quanto è successo specificando inoltre che il pesto ha ricevuto il marchio Dop dalla Ue.