Danni ai mercati: la Borsa punisce le mosse del Cremlino

Mosca. La guerra tra Georgia e Russia arriva in Borsa con effetti pesanti. Il conflitto russo-georgiano nel Caucaso continua infatti a danneggiare i mercati finanziari locali. Dopo il «sell off» di venerdì scorso, anche ieri l’indice azionario russo RTS cede il 4,24 per cento a 1.649,75 punti, pari al livello minimo dal novembre del 2006. In rosso anche il rublo, che nei primi scambi della giornata di ieri ha perso l’1,3 per cento a 30,04 nei confronti del dollaro. Fonti di mercato riportano che la banca centrale di Mosca sia intervenuta sui mercati per sostenere la valuta, vendendo divisa straniera a 30,10. «Sono due i fattori che incidono sulla performance del rublo - spiega un trader locale -: il rafforzamento del dollaro e naturalmente il conflitto militare in atto». Lo stato di allerta degli investitori si sta riflettendo anche sull’andamento dei titoli di stato con il contratto «default swap» sul titolo di stato sovrano a cinque anni ampliatosi a 119 punti base rispetto alla chiusura di venerdì scorso a 117 punti base. Venerdì scorso lo spread aveva toccato i 126 punti base rispetto ai 101 punti base di giovedì scorso.