Danni e rincari Il blocco ci costa 2,5 miliardi

Impianti di benzina a rischio, alimentari da buttare, merci non consegnate. I sindacati: «La Finanziaria ci ha tagliato i fondi»

da Roma

Gli allevatori sono già sul piede di guerra, gli agricoltori sono preoccupatissimi e pure i benzinai temono di dover chiudere gli impianti. Sono queste le categorie direttamente colpite dallo sciopero di quattro giorni degli autotrasportatori, iniziato alla mezzanotte di ieri.
E i cittadini? I disagi si sono manifestati sotto forma di ingorghi su autostrade e tangenziali (gli industriali di Treviso hanno chiesto l’intervento dei Prefetti veneti), ma ben presto il conto dei danni potrebbe essere più salato. E non solo per la difficoltà di rifornire le auto di carburante, ma soprattutto perché nei negozi potrebbero scarseggiare alcune merci in un periodo delicatissimo come quello natalizio. Senza contare che per qualcuno la protesta potrebbe causare ulteriori problemi lavorativi. È il caso della Fiat Auto di Pomigliano d’Arco dove da ieri alcuni operai della fabbrica e dell’indotto sono in «senza lavoro» per l’assenza di alcuni pezzi da assemblare al montaggio.
Ma perché si è arrivati a questo punto? «Dipende dall’incapacità del ministro Bianchi - dice il presidente di Conftrasporto, Paolo Uggé - che non ha saputo comprendere la gravità della situazione. Se avesse cercato di risolvere i problemi, non saremmo arrivati a questo punto». Quindi, è il governo a finire direttamente sul banco degli imputati per una serie di promesse di non mantenute, soprattutto a livello di risorse per il settore. La Finanziaria 2007 ha stanziato 585 milioni per il comparto, ma meno della metà sono stati resi disponibili. «Manca la parte delle risorse per la riduzione del costo del lavoro, gli incentivi per l’acquisto di nuovi automezzi e i 50 milioni per la riduzione dei pedaggi», spiega il segretario generale di Conftrasporto, Pasquale Russo.
Insomma, un altro fallimento dei tavoli di concertazione tra l’esecutivo e le categorie al quale si aggiunge il solito difetto di voler rimettere in discussione i provvedimenti del precedente governo come il Patto per la Logistica, sostituito da un Piano per la Mobilità che però dovrebbe vedere la sua piena attuazione solo nel 2020.
Se a questa miscela esplosiva si aggiunge il rincaro dei carburanti (il pieno di un tir è aumentato di 47,5 euro in un anno, ha denunciato la Cgia di Mestre), si spiega facilmente come il 90% degli autotrasportatori abbia aderito alla protesta causando danni stimati in 2,5 miliardi di euro al sistema Italia. «La Finanziaria 2008 - si sfoga Maurizio Longo, presidente Fita-Cna - ha tagliato ulteriormente le risorse a 195 milioni, mentre le 120mila imprese del settore hanno un indebitamento medio di 200mila euro: questa volta vogliamo misure concrete; se si muore, si muore tutti insieme».
«Un’inutile manifestazione che creerà solo disagi alla cittadinanza», ha replicato il ministero dei Trasporti affermando di aver praticamente attuato tutti gli impegni sottoscritti. Oggi Bianchi incontrerà le associazioni, ma vista la divergenza di opinioni in merito è improbabile che si trovi un accordo rapidamente. Pertanto i disagi dovrebbero proseguire. Come a Fondi, in provincia di Latina, dove il più importante mercato ortofrutticolo del Centro-Sud è rimasto bloccato. Frutta, ortaggi e latte, raccolti e non consegnati, saranno in gran parte distrutti perché deperibili.
«Non è accettabile che il ministro continui a sostenere di aver fatto tutto quanto promesso. Speravamo che avesse compreso di essere sulla strada sbagliata. Purtroppo, non è così» ha risposto polemicamente Russo.