Danni e scritte: la contestazione costa al Comune altri 80mila euro

Le casse dello Stato piangono e il governo è costretto a tagli, compreso scuola e cultura, e per contestare queste iniziative l’altro giorno la manifestazioni ha causato 80mila euro di danni. Al termine del corteo di martedì, il vice sindaco Riccardo De Corato, si è messo alla calcolatrice contando 45 edifici, cinque tram e due autobus imbrattati. Totale: 70mila per ripulire i muri, 12mila per i mezzi pubblici. Soldi che magari avrebbero potuto essere investiti nella scuola e nella cultura.
I vandalismi hanno marcato il percorso del corteo, sfilato da largo Cairoli a piazza Fontana, lasciando tracce in Carducci, De Amicis, Molino delle Armi, Mazzini, Mercanti, Broletto, Porta Romana, Missori, Cordusio, Cavour.
Ricevuta la relazione della Polizia Locale, De Corato ha poi puntualizza come in tre chilometri siano state rilevate 45 scritte, tra cui anche tag e simboli anarchici. Tra gli slogan di via Carducci «No rivoluzione se non ti rivoluzioni», «+ tagli+tagli», «Basta soldi alle scuole private». In via Molino delle Armi è prevalso invece «Sciopero permanente», «Insurrezione» e in via Broletto «Basta soldi alle scuole private». Bersagli privilegiati: negozi, banche, gioiellerie, agenzie immobiliari. Sette invece i mezzi, tra bus e tram, presi di mira al momento che incrociavano il corteo. La frase più incisiva «Università pubblica violenta» vergata sul trenino della linea 2.
«Tutto questo nella complicità morale del centrosinistra, che parla addirittura di “cortei liberi e spontanei”. Quel centrosinistra che garantisce allo stesso modo la copertura a centri sociali abusivi e violenti che chiamano a convegno ex brigatisti come Renato Curcio, ospite questa sera a Vittoria».