«Danno epocale se si ferma quest’opera»

Paolo Trovò, vicepresidente degli industriali veneti e imprenditore meccanico di Marghera, secondo lei il rischio del blocco ai lavori del Passante è reale?
«Spero di no. Ormai è un’opera intoccabile e inarrestabile. Dev’essere completata: lo dico da imprenditore e da cittadino. Percorro due volte al giorno la tangenziale di Mestre, mattina e sera, e fermare il Passante sarebbe un danno epocale. Mi sembra che Di Pietro, anche con le ultime dichiarazioni sul Mose, vada avanti per la sua strada. Io non sono un suo fan, ma sta perseguendo un progetto che condivido. Spero che con questo intoppo il governo si comporti come con la finanziaria».
Cioè che chieda la fiducia in Parlamento?
«No: spero che questa notizia abbia la stessa affidabilità della finanziaria, cioè zero. Onestamente, in questo Paese impazzito, come dice il nostro presidente del Consiglio, che peso dobbiamo dare a emendamenti che vengono presentati alla sera e ritirati il mattino dopo? Guardi alla tassa di soggiorno: basta che uno urli più di un altro e ottiene. Ho anche la sensazione che molte coperture del bilancio statale siano virtuali. Si vive nell’incertezza, ma noi abbiamo bisogno di sicurezze».
Era quello che aveva promesso Prodi proprio nella famosa assemblea confindustriale di Vicenza.
«Ma che cosa ci si può aspettare da un personaggio così... Lo dissi anche a Montezemolo proprio durante una pausa dei lavori di Vicenza: dove vogliamo andare con uno che quando parla non si capisce neppure che cosa dice? Anche Montezemolo ha le sue colpe se tanti voti sono andati da una certa parte, si era innamorato di questa sinistra anche se adesso sta cambiando idea. Ma i sintomi, le avvisaglie di come saremmo finiti c’erano già in primavera».
Finora il Passante ha rispettato i tempi di realizzazione: merito del Veneto sgobbone?
«In effetti non ho mai visto soste nei lavori e da utente della strada mi sembra che tutto fili liscio. Venti giorni fa la giunta di Confindustria veneta ha incontrato i vertici della Regione e abbiamo avuto le massime garanzie che i lavori finiranno, e finiranno nei tempi previsti. Vorrei mettere Pecoraro Scanio 10 minuti in tangenziale a respirare l’aria che c’è. È come per il Mose: a 40 anni dall’alluvione Cacciari protesta ancora. Ma che cosa vogliamo aspettare, che Venezia sprofondi? Devo dire che il governatore Galan sta procedendo bene. Poche parole ma decisione nei progetti».
Gli industriali veneti sono uniti a difendere Passante e Mose?
«Assolutamente. Sono una necessità. Il ritardo delle infrastrutture è un problema che sentiamo sulla nostra pelle. Grazie a Confindustria Venezia, due anni fa è stata aperta la terza corsia in tangenziale e si sono visti subito grandi benefici. Il traffico da e per l'Est aumenta di giorno in giorno. Io, piccolo imprenditore, posso fabbricare il prodotto migliore del mondo, ma quando esce dall’azienda non posso essere penalizzato da fattori terzi. Francia e Germania non hanno di questi problemi. La mia azienda è a cinque minuti dalla tangenziale, ma spesso per arrivarci ci vogliono tre quarti d’ora. Da Padova a Venezia posso impiegare 20 minuti o due ore. È una roulette russa. Le sembra normale?».