La Dante Alighieri premia Fava

Quest’anno il Comitato di Genova della «Dante Alighieri» ha conferito il premio per la cultura, un riconoscimento riservato ad un personaggio ligure o legato alla Liguria che si è particolarmente distinto nel campo dell’arte e della cultura, a Claudio G. Fava, il cui nome nell’albo d’oro del premio seguirà quelli di Michel David, Bruno Lauzi, Marcello Venturi ed Eros Pagni. La cerimonia di consegna del premio avverrà questo pomeriggio alle 17 nella sala biblioteca del Consiglio regionale della Liguria in via D’Annunzio 38, e vi parteciperà il presidente Giacomo Ronzitti. Nell’occasione Fava sarà intervistato dal giornalista Mario Paternostro, direttore dell’emittente Primocanale.
Nato a Genova nel 1929, Claudio G. Fava è stato per diversi anni redattore e critico cinematografico del «Corriere Mercantile». Assunto nel 1970 alla direzione generale della Rai a Roma, si occupò sin dall’inizio di programmazione di film ed è stato responsabile di questo settore dal 1976 al 1981. Fu in quest’anno che passò a Raidue come capostruttura, incaricato della scelta e della programmazione non solo di film editi o inediti, ma anche di telefilm singoli e seriali, film tv, soap opera e sceneggiati d’acquisto. Fava è stato autore di migliaia di articoli e ha pubblicato anche diversi libri: raccolte di elzeviri e di saggi cinematografici (Tagliati al vivo, Le camere di Lafayette) e monografie su Alberto Sordi, Federico Fellini (con Aldo Viganò) e Ugo Tognazzi. Andato in pensione nel 1994, ha partecipato come autore, presentatore o ospite a cinque programmi televisivi per Rai Tre.
Il premio «Dante Alighieri 2007» per la cultura gli viene assegnato, si legge nel comunicato emesso dalla stessa società, «perché la sua intensa, originale e meritoria attività in favore delle arti che si esprimono attraverso le immagini, dal cinema ai telefilm agli sceneggiati televisivi, si è sempre svolta con il ricorso ad una lingua italiana perfetta, ricca di sfumature senza essere inutilmente pretenziosa, corretta e piacevole all’ascolto e alla lettura, limpida e chiara, del tutto rispondente di una comunicazione efficace e talora gradevolmente ironica».