Fra Dante e Waterloo entra lo spot

Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai all’autogrill uscita Asti est. Potrebbe essere la svolta, due piccioni con una fava, Dante Alighieri e lo sponsor, non più Virgilio, duca e signore, ma il panino bresaola e rucola, una bella pubblicità, piazzata al punto giusto, tra un girone e l’altro, sfogliando la Divina cadremmo nella commedia all’italiana. L’idea del Beretta apre nuovi scenari nel mondo dell’istruzione, libri di testo considerati sacri, finalmente rivisti e corretti non con la matita rossa e blu ma con l’evidenziatore e lo slogan, le note a margine a fondo pagina saranno riservate al Crodino e non più a quel sapientone del De Sanctis. Si potrebbe incominciare dagli atlanti, cercate l’Ossezia? L’agenzia di viaggi vi offre un last minute favoloso, servizio navetta incluso, cinque giorni e quattro notti in albergo. Per conoscere le Alpi basta con la cantilena del «macongranpenalereticalagiù» per ricordarsele tutte, la compagnia aerea low cost ci informa, a piè pagina, sulle settimane bianche, gli impianti di risalita e i rifugi più affascinanti da Cervinia a Vipiteno.
Passo al latino, nunc et in hora cioccolato dulciora (Marcello Marchesi), per non dire obtorto collo già di proprietà di Maurizio Costanzo. Sul de bello gallico si potrebbero scatenare vignaioli e ristoratori d’oltralpe, la Gallia è divisa in parti tre come le stelle della Michelin il cui omino-omone ha proprio il nome latino, Bibendum, l’unione fa lo spot. Omnibus, linoleum, autobus, tutta roba buona per lo strillo pubblicitario. Passo al greco. Il professore dalla cattedra suggerirà agli alunni di andare a pagina 47 delle Anabasi: volete viaggiare più veloci di Senofonte nella ritirata dopo le legnate di Artaserse? Usate scarpe da jogging che portano il nome appunto greco ma che viene pronunciato all’inglese naikì. Il greco antico è una lingua morta? Le onoranze funebri Riposa in pace ricordano che i defunti vanno rispettati e onorati con un eccellente servizio, tutto compreso.
Storia: qui casca l’asino anzi è già cascato. Il giovane manager Luciani, alla voce Telecom, ha fatto un po’ di confusione su tutte le linee, Waterloo, Napoleone, la vittoria, la sconfitta; abituato a non avere lo scatto alla risposta si è fregato con i suoi stessi spot. Ma le guerre descritte nei libri di storia sono territorio facile per gli sponsor: se il paese del vostro cuore ha perso la battaglia, consolatevi con il brandy, se ha vinto, brindate con lo stesso. Nerone e l’incendio di Roma? Basta leggere l’avviso al riguardo a corredo del capitolo: con il salvavita non sarebbe successo, un legionario romano avrebbe dato l’allarme, l’imperatore sarebbe rimasto con il cerino acceso in mano, fate così anche voi, eviterete di farvi uccidere dal vostro liberto o badante, le nostre linee sono già infuocate.
Matematica: prepariamoci agli effetti speciali. Tra aritmetica, algebra e geometria i gusti sono tre meglio che uàn. Sul seno e coseno facile l’abbinamento, ma al di là delle goliardate, la materia si presta a sponsorizzazioni serissime: se il quadrato è costruito sull’ipotenusa perché non richiedere la consulenza dell’impresa edile chiavi in mano? Se due rette parallele non si incontrano mai non è forse arrivato il momento di telefonare all’agenzia matrimoniale? Se un rubinetto riempie ogni cinque minuti di tre litri una vasca da bagno che ha una perdita perché non chiamare l’idraulico? Carramba che totale. Qui si scherza ma nemmeno troppo. La pubblicità è l’anima del commercio anche se da tempo è diventata il commercio dell’anima. Qui si parla e si scrive dell’idea di corredare pagine, schede, trattati con messaggi che invitano il lettore discente a diventare lettore cliente. La scuola come il mercato, la classe come una convention, l’Alighieri e Pitagora testimonial, restate con noi. Potrei dire non c’è più religione ma anche in questa materia lo sponsor è dietro l’angolo, già abbiamo Madonna e Jesus Christ superstar. Proporrei anche un gratta e vinci per i voti della pagella, si sfregano le caselle e si scopre il numero, auguri. Così vorrebbe Maurizio Beretta. Ai «poster» l’ardua sentenza.
Tony Damascelli