D'Antona, Napolitano: "Il ricordo è doveroso"

Il presidente della Repubblica commemora il giuslavorista, trucidato dalle nuove Br: "Trasmettere il ricordo alle giovani generazioni è un dovere per scongiurare
ogni rischio di rimozione"

Roma - Dieci anni fa a Roma veniva assassinato il professor Massimo D'Antona. Il suo ricordo è ancora vivo. In un messaggio inviato al rettore della Sapienza per la cerimonia di commemorazione del giuslavorista trucidato dalle nuove Br, il Capo dello Stato Giorgio Napolitano ribadisce un concetto già espresso altre volte: "Trasmettere il ricordo alle giovani generazioni delle tante vittime della cieca e crudele violenza del terrorismo politico, è un dovere della comunità nazionale per scongiurare ogni rischio di rimozione e per riaffermare valori di dialogo e di legalità".

Scongiurare rischio rimozione A Londra per la sua visita di Stato, Napolitano si rammarica "per non poter partecipare alla cerimonia, per concomitanti impegni internazionali" ma si dice "idealmente presente" all’iniziativa, considerata "un’importante occasione per rendere onore alla memoria di uno studioso che all’attività di insegnamento universitario ha unito una rigorosa opera di elaborazione scientifica, messa al servizio delle istituzioni democratiche". D’Antona, ricorda il Capo dello Stato, "ha pagato con la vita il suo generoso impegno civile, il fecondo contributo teso a favorire politiche di riforma della legislazione del lavoro", agendo sempre con "ammirevole onestà intellettuale e passione civile".