Danza Abbondanza e Bertoni in scena al Crt

Quando a teatro non c’è la parola, allora sono il movimento, la scenografia e il suono a diventare elementi imprescindibili, senza i quali non si dà il senso di ciò che avviene sulla scena. Se si assiste a un lavoro della Compagnia Abbondanza/Bertoni, protagonisti di una rassegna a loro dedicata che si chiude domani al Crt, ecco che tutto partecipa per creare uno spettacolo che porta emozioni e sensazioni di forte intensità. Dopo «Alcesti», che ha aperto la rassegna, «Romanzo d’infanzia», uno spettacolo dedicato prevalentemente ai più piccoli («È il nostro cavallo di battaglia, ha fatto ormai più di 600 repliche», spiega Michele Abbondanza), e «Capricci» (un’astrazione del concetto di «capriccio» reso con musica e movimento), questa sera è il turno di «Polis», in cui il tema centrale sono la piazza e la collettività: su un palco spoglio, con solo una grande cassa di legno, i danzatori si muovono frenetici toccandosi quasi violentemente. Michele Abbondanza è il maestro di scena, che spegne o accende le luci e sottolinea i movimenti con musica e rumori. Si concluderà la rassegna domani con «Try», in cui Antonella Bertoni sarà sola in scena, e il suo corpo rappresenterà tutta l’umanità. «Scegliamo un argomento, e intorno a questo sviluppiamo la danza» spiega Abbondanza. Infatti non c’è mai una vera drammaturgia che porta alla creazione di un ballo. I due s’incontrarono lavorando con la ballerina californiana Carolyn Carson alla Fenice di Venezia, e da quest’esperienza maturarono consapevolmente il rifiuto dei passi codificati della danza per affidarsi all’improvvisazione e alla filosofia Zen. Abbondanza e Bertoni portano all’estremo ciò che Merce Cunningham e John Cage avevano iniziato con la loro idea di danza e musica: coreografie sempre meno immediate come senso drammaturgico, ma in grado di conferire emozioni forti. Accompagnati da suoni, o da una musica composta in laboratorio, per Abbondanza e Bertoni la danza è portatrice di senso, di concetto, e la drammaturgia diventa solo un filo sottile d’ispirazione: «la poesia trasforma le parole in concetti - sottolinea Abbondanza - noi in movimenti». (Crt-Centro di Ricerca per il Teatro, viale Alemagna 6, tel. 02-89011644, www.teatrocrt.it, ore 20.45).