Danza bipartisan per quattro reti

«Un’ipotesi di lavoro, una grande opportunità per l’Italia, ma non ancora un piano industriale»: Stefano Saglia, responsabile del settore energia di An, dice che c’è un’«idea» che circola da qualche tempo e di cui stanno parlando anche Enrico Letta (Margherita) e Bruno Tabacci (Udc). Quale? Creare un soggetto economico che raggruppi non solo le reti del gas (Snam Rete Gas) e dell’elettricità (Terna), ma anche quelle telefonica e dell’acqua. Il tutto nasce dall’idea originale di un’Authority delle reti, che doveva appunto sorvegliare tutti questi settori. E allora, perché non metterli assieme per fare efficienza e soprattutto per creare un colosso di Borsa (solo Terna vale sui 6 miliardi)? E avrebbe il vantaggio di separare produzione da distribuzione. Certo, si dovrebbe valutare a chi dare il controllo, ma in questo Cdp avrebbe un suo ruolo naturale, e si dovrebbe stabilire che peso si vuol dare agli ex monopolisti, che dovrebbero essere naturalmente limitati a piccolissime quote azionarie. «Come pure non dovrebbe essere un modo per scaricare i debiti - avverte Saglia -, c’è una rete ricca, che è quella del gas, e una indebitata, che è delle tlc». Le danze, bipartisan, sono appena cominciate.