Danza e costumi, a Cogorno ritorna il passato glorioso

Viaggio fra storia e tradizione nel borgo antico della Basilica dei Fieschi

Il borgo antico della Basilica dei Fieschi a San Salvatore di Cogorno è uno scrigno di storia e di architettura dove è quasi ovvio trovare eventi che si legano alla tradizione antica della Liguria di Levante. E alle suggestioni musicali offerte dal ciclo dei Concerti dei Fieschi, che finora ha portato sul sagrato della trecentesca basilica e nel raccolto Auditorium le musiche barocche e il tango d’autore, il bel canto e l’operetta, si aggiunge la sorpresa di un tuffo nella storia e nel costume della Genova del Siglo de Oro: le sete, i velluti, i ricami e i gioielli delle dame ritratte da Rubens e Van Dyck rivivono tra le pietre medievali delle Scuderie del Palazzo Comitale e domani sera saranno al centro di una conferenza-spettacolo con intermezzi di musica e danza del primo Seicento.
Un viaggio nella storia e nelle tradizioni che proseguirà martedì 2 agosto quando il sagrato della Basilica dei Fieschi si trasformerà in una sala di proiezione per una visione straordinaria del cortometraggio «L’apprendista» del regista milanese Giacomo Gatti, ambientato in parte nel borgo della Basilica dei Fieschi, legato al mondo arcaico dei campanari liguri e vincitore nei giorni scorsi dei premi per la Miglior Regia e Miglior Fotografia al 3° Festival Internazionale Salento. Le musiche, le danze e i costumi torneranno protagoniste con un terzo evento, mercoledì 3 agosto a Cavi Arenelle, che apre ufficialmente le manifestazioni della «settimana fliscana» che si concluderà il 13 a San Salvatore con l’Addio do Fantin e il 14 a Lavagna con la Torta dei Fieschi.
Le dame del siglo. L’evento di domani alle 21 ruota attorno alla mostra «Le dame di Rubens e Van Dyck nel Palazzo Comitale dei Fieschi» allestita fino al 13 agosto sotto l’egida del Comune di Cogorno e che ospita gli abiti ricostruiti dalla stilista Fernanda Venturini per i gruppi Le Gratie d’Amore e Flos Duellatorum. In particolare, i sontuosi abiti di Brigida Spinola Doria, icona dell’«Età di Rubens» di Genova 2004, Paolina Adorno Brignole-Sale e Caterina Balbi Durazzo. La storica Barbara Bernabò, Fernanda Venturini e Marco Raffa, responsabile delle Gratie d’Amore, saranno i protagonisti di un racconto a più voci, che spazierà dai retroscena familiari e «politici» delle nobildonne ai segreti della complessa moda genovese di primo Seicento. In più, i danzatori delle Gratie d'Amore e i Giovani Musici del Tigullio diretti da Anna Maria Mari offriranno intermezzi con musiche e danze del XVII secolo in costume d’epoca.
Musica e danza. Tutto dedicato alla musica antica e alla danza storica l’appuntamento del 3 agosto a Cavi di Lavagna (ore 21), sulla magnifica piazza della chiesa di Cavi Arenelle. I Giovani Musici del Tigullio, allievi e docenti della scuola di musica «Franco Pucciarelli» di Lavagna offriranno insieme ai danzatori delle Gratie d’Amore dei Sestieri un programma ricco e articolato. La serata è presentata da Pier Luigi Curci. Di particolare interesse la ricostruzione delle danze del primo Seicento, dai codici Le Gratie d’Amore, Il Ballarino e Nobiltà di Dame, che esprimono tutto il virtuosismo e l’atmosfera ricercata e sontuosa delle feste di corte o di palazzo. Non mancano i collegamenti con la Genova del Siglo de Oro, visto che proprio Cesare Negri, l’autore del codice «La Gratie d'Amore», ricorda con orgoglio di aver danzato in gioventù davanti ad Andrea Doria e, nel 1571, alla presenza del nipote Giovanni Andrea e di Don Giovanni d'Austria ospite a Genova.