Il Dap: "A breve carceri strapiene"

&quot;I detenuti sono 47mila, i posti disponibili 43mila. Tra un anno e mezzo potrebbero essere 78mila&quot;. La denuncia de <em>Il Giornale</em>: &quot;A un anno dall'indulto, <strong><a href="/a.pic1?ID=212723" target="_blank">le carceri scoppiano di nuovo</a></strong>&quot;

Roma - Il numero dei detenuti sta crescendo mediamente di mille unità al mese, per cui "tra un anno e mezzo, se non accadrà qualche fatto nuovo e senza interventi strutturali, torneremo alla situazione di prima dell’indulto" e cioé "all’inevitabile sovraffollamento delle carceri". Lo ha detto il capo del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, Ettore Ferrara, nel corso di una conferenza stampa alla presenza del Guardasigilli Clemente Mastella. Mastella tiene subito a precisare: "Figuriamoci cosa sarebbe accaduto senza il provvedimento dell’indulto: nelle carceri ci sarebbero stati78 mila detenuti. Sarebbe stata una situazione drammatica e devastante, che avrebbe determinato insicurezza".

Oggi 4mila in più Attualmente nelle carceri italiane, a oltre un anno dal varo dell’indulto, ci sono 47 mila detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 43 mila posti; prima del provvedimento di clemenza, alla fine del luglio 2006, i detenuti erano circa 63 mila, un numero, questo, che tra un anno e mezzo si rischia nuovamente di raggiungere se non ci saranno interventi strutturali. Ma - sottolinea il capo del Dap, Ferrara, "sul piano amministrativo stiamo cercando di fare nuovi interventi come, ad esempio, la sperimentazione dell’utilizzo degli agenti penitenziari per vigilare sui detenuti che hanno beneficiato di misure alternative. Speriamo così di indurre la magistratura di sorveglianza, nell’esercizio della sua discrezionalità a fare più spesso uso di queste misure alternative. E l’esperienza ci insegna - aggiunge Ferrara - che in questi casi il tasso di recidiva è al di sotto del 20% mentre per gli altri detenuti è di circa 60-65%".

Violenze in cella Dunque - aggiunge Ferrara - "se interveniamo sull’esecuzione penale esterna avremo dato un contributo non secondario ad evitare il sovraffollamento". Dal canto suo, Mastella matte l’accento sul fatto che, senza l’indulto, il rischio di rivolte nelle carceri sarebbe stato elevato. Per quanto riguarda il futuro - aggiunge - "mi auguro che non vi siano morti e violenze nelle carceri. Laddove in un grande paese avvenisse sarebbe un danno enorme. Le forze politiche hanno il dovere di evitarlo".