Prima di dare i numeri sui nuovi cittadini forse Amato dovrebbe ripassare le tabelline

Il ministro Amato, che propone la cittadinanza automatica per gli immigrati dopo 5 anni di regolare permesso di soggiorno, ci rassicura con autorevolezza, affermando che per quest'anno coloro che acquisirebbero la cittadinanza in base alla nuova legge sarebbero solo 18mila e ci vorrebbe far credere che la cifra sia destinata ad essere più o meno la stessa nei prossimi anni (per un totale cioè di circa novantamila nei prossimi cinque anni). A suo dire le cifre fornite da Calderoli, ben diverse e ben più elevate, sarebbero frutto di fantasia. La soluzione è comunque per fortuna alla portata di mano di tutti coloro che abbiano fatto la prima elementare, perché immediatamente deducibile. La legge infatti concederebbe la cittadinanza dopo cinque anni. E allora, quanti anni occorrono perché gli attuali tre milioni di immigrati diventino tutti cittadini italiani? La risposta ovviamente è: anche chi ha un permesso di soggiorno a decorrere da oggi tra cinque anni avrà comunque la cittadinanza. Come ottenere il numero di immigrati che diventerebbero italiani al momento in cui la legge dovesse entrare in vigore? Basta moltiplicare il numero totale degli immigrati per la percentuale di essi che è in Italia da almeno cinque anni. Buona parte degli attuali immigrati (direi almeno la metà, e la percentuale è senz'altro nota al ministero che Amato presiede) è in Italia da oltre i fatidici cinque anni. È lecito dunque pensare che la cifra ottenibile superi senz'altro il milione, perché se è vera la cifra fornita da Amato bisogna dedurre che cinque anni fa l'immigrazione fosse pressoché sconosciuta, ovvero che la maggior parte degli immigrati sia arrivata tra ieri e tutt'al più l'altro ieri. Il conto, dunque, non torna. Urge ripassare le tabelline. Altrimenti bisogna per forza pensare che le cifre abbiano la strana virtù di cambiare in senso teleologico, ossia in base all'uso che se ne vuol fare.