Dargli la poltrona era un rischio calcolato

(...) assessorato milanese, per giunta con l'Expo 2015 in ballo e quindi con la città sotto osservazione nel mondo intero, era perciò fin dall'inizio una operazione a rischio: su un piatto della bilancia c'era la sua indubbia competenza, la sua fantasia e la sua vasta rete di relazioni; sull'altro, la sua prepotenza, la sua testardaggine, le sue idee non sempre in sintonia con il sentire comune della gente. Fedele al cliché di personaggio intrattabile, in un anno e mezzo ha già provocato numerosi incidenti, sia con la Giunta, sia con il Consiglio comunale, ma ha anche dato un indubbio contributo di vivacità (e, nel bene e nel male, anche di originalità) alla vita culturale milanese. Al sindaco, adesso, è toccato il difficile compito di un chiarimento, che avrebbe potuto anche risolversi in una rottura clamorosa e tutto sommato negativa per l'immagine di Milano. Ma era tutto prevedibile: e si può solo chiosare che «chi è causa del suo mal pianga se stesso».