Dario Argento e la favola «nera» di Terry Gilliam

Favole nere e ombre di streghe. Con l’uscita de La terza madre Dario Argento conclude l’efferata trilogia sulle Madri iniziata nel ’77 con Suspiria e proseguita nell’80 con Inferno. Il sangue imbratta copioso il selciato delle strade capitoline in un susseguirsi di eventi misteriosi che coinvolgono la crudele Mater Lacrimarum (Moran Atias) la quale, liberata per sbaglio dalla sua secolare prigionia, richiama in città migliaia di colleghe: obiettivo della vendicativa Mater è una studentessa americana con facoltà paranormali (Asia Argento) (in 22 sale). La favola nera del cineasta visionario Terry Gilliam si intitola invece Tideland, Il mondo capovolto ed è la versione dark di una fiaba Alice nel paese delle meraviglie che celebra il coraggio e l’audacia dell’infanzia. L’esordiente Jodelle Ferland è Jeliza Rose, bimba di dieci anni figlia di eroinomani che lascia Los Angeles col papà rockettaro (Jeff Bridges) per andare a vivere nella prateria, a casa della nonna. Rimasta sola con le sue amichette - 4 bambole decapitate alle quali confida desideri e paure - Jeliza Rose per sopravvivere agli eventi dovrà tingere di fantastico la realtà. Tideland è tratto dal libro di Mitch Cullin definito da Gilliam «disturbante, toccante e divertente» (Farnese e Politecnico Fandango). Oggi al Grauco per il Visconti-day, dalle ore 17 alle 21 saranno proposti tre capolavori del maestro, tra cui Bellissima, con Anna Magnani nei panni di Maddalena, moglie di un operaio che cerca a tutti i costi di far entrare la sua bambina a Cinecittà, e l’elegiaco Morte a Venezia, dal romanzo di Thomas Mann che parla dell’inquieto compositore tedesco Aschenbach (Dirk Bogarde) che, in vacanza al lido, si lascia sedurre dagli sguardi androgini di un giovane polacco (Bjorn Andersen). Domani alle 23.30 alla Casa del Cinema verrà invece proiettato un cult di Mel Brooks Frankenstein junior gioiello in bianco e nero del '74 con Gene Wilder, Marty Feldman e un cameo di Gene Hackman.