Dario Fo, Eduardo e la laurea tardiva

Ha varcato la soglia della Sapienza - intesa come università di Roma - in tocco e toga accademica, accompagnato dalla moglie Franca Rame, neosenatrice dell’Italia dei valori e fresca candidata al Quirinale da Antonio Di Pietro. Ma anche lui, in attesa di ricevere dal magnifico rettore Ruggero Guarini la laurea honoris causa, non ha lesinato su cattedre, ambizioni e paragoni. Dario Fo, già generosamente insignito del Premio Nobel per la letteratura, ha introdotto così la sua «lectio magistralis»: «Questo è un momento atteso con trepidazione perché quando la politica entra nell'arte finisce per strozzarla». E, detto da lui, è già un bell’azzardo. Poi: per ricevere questa laurea «ho aspettato più di Eduardo, lui aveva 79 anni, io ne ho 80», ha lamentato. Sottolineando l’imbarazzo che gli hanno provocato le lusinghe dei fan stranieri: «Chissà quante lauree, mi dicevano. E io mentivo, qualcuna. In realtà questa è la prima», ha concluso alludendo al ritardo con cui gli è stata conferita, quasi colmando un debito acclarato. Ovviamente la cerimonia si è conclusa con una standing ovation. Ma, forse, non per la modestia...