Dario, il ragazzo che parla col pianoforte

Il padre dice al figlio «facciamo un gioco». Poi prende un cucchiaio e lo batte contro un bicchiere: «Dimmi ragazzo, quel “tin” che nota è della scala musicale?». La risposta arriva rapida e sicura, «si tratta di un “re” papà». Non c’è trucco, non c’è inganno. Alla verifica il suono è giusto e il ragazzo fa pensare a un radar. «Un “re” papà, è un “re”!». Non c’è male, non c’è male davvero ragazzo... Questa è la storia di Dario, un giovane che riconosce al volo qualsiasi vibrazione ascolti perché dotato come dicono gli esperti dell’orecchio assoluto. Qualità rara. L’avevano personaggi come Beethoven, Mozart e Paganini, nientemeno.
Questa è la storia di Dario, 23 anni, diplomato in pianoforte al Conservatorio Cantelli di Novara, segni particolari: «Comunico meglio con la musica che con le parole», spiega. Timidamente, molto timidamente. Molto. «Alle soglie dell’autismo... », diagnosticarono i medici quando lui aveva solo tre anni. (...)