Darsena, il cantiere apre tra le polemiche

Darsena, si parte. Poco prima delle 9 è una ruspa al centro dello spiazzo e una pompa idraulica che svuota lentamente il bacino ad annunciare che per il parcheggio della Darsena si passa dalle parole ai fatti. Al via i lavori del progetto che dovrebbe riqualificare l’area del quartiere Ticinese, o «dare il colpo di grazia alla zona del Naviglio Grande» per dirla con i comitati dei residenti che promettono di presidiare il cantiere in segno di protesta.
Il piano dell’opera, con consegna prevista per luglio 2007, prevede un complesso da 713 posti di sosta messi su due piani, il tutto sotto il livello dell’acqua. Primo piano con zone riservate anche ai pullman e ai carrelli per il trasporto delle barche di qualche milanese che ama remare sui Navigli; secondo piano con gli altri posteggi, che nel complesso potrebbero anche aumentare se, nel progetto esecutivo che verrà definito ad ottobre, saranno previsti 300-320 box per i residenti. Un parcheggio che doveva costare 18,6 milioni di euro e che invece ne richiederà 21, «per le significative spese finanziare» precisa Giuseppe Villoresi di Progetto Darsena spa, la società che ha siglato la convenzione con Palazzo Marino per realizzare l’opera.
Per il momento però la parola passa all’archeologia. Saranno infatti gli esperti della Cooperativa Archeologica Lombarda di Bergamo a mettersi al lavoro alla Darsena dalla fine di agosto, dopo le operazioni preliminari compiute in questi giorni: sollevato l’asfalto del parcheggio esistente da 350 posti, smontati i masselli di granito delle sponde che sono stati tutti numerati per poterli ricollocare nel nuovo progetto dello studio francese Bodin, verrà poi scavata una sponda nella zona più lontana dalle mura spagnole che dovrebbero affiorare non appena pala e badile sprofonderanno nel terreno. A chi teme, e a chi spera, che la «terapia archeologica» alla Darsena riservi sorprese tali da bloccare i lavori, Villoresi risponde: «Non ci sarà nessun imprevisto, anche perché l’opera in project financing impone tempi precisi. La decisione sulle mura spagnole spetta alla Soprintendenza ai Beni Culturali: se riterrà opportuna una valorizzazione, le mura verranno restaurate e ricondotte alla luce, modificando il progetto iniziale, altrimenti verranno fotografate, mappate e ricoperte». Dopo circa 8mila metri quadrati di scavi archeologici, che continueranno probabilmente fino al prossimo gennaio, sarà la volta della costruzione vera e propria che in 18 mesi dovrà riconsegnare alla città una Darsena nuova di zecca e il parcheggio con tre punti d’accesso: solo ingresso da via D’Annunzio, entrata e uscita invece da viale Gorizia e da Piazza XXIV Maggio.
Sempre che i cittadini contrari ai lavori non riescano a mostrare maggiormente i muscoli rispetto a quanto fatto nella manifestazione di ieri, quando dietro allo striscione «Parcheggio sì, ma non qui» erano circa una ventina. «Stiamo qui fino a che non smettono gli operai - sentenzia Angelo Valdameri dei Comitati della zona Sud - e faremo così anche nei prossimi giorni». Temono che il posteggio congestioni definitivamente il traffico serale ai Navigli, contestano lo spostamento della Fiera di Sinigaglia a Porta Genova, sono convinti che un’area storica e archeologica di Milano si trasformi in una zona senz’anima. Ora presidiano il cantiere, ma hanno già pronta la carta della richiesta di sospensiva dei lavori al Tar. «Manca un piano paesistico dell’area - spiega Roberta Bertolani, il legale che con l’avvocato Felice Besostri sta affiancando i comitati di protesta - e c’è una scarsa attenzione ai vincoli ambientali e monumentali».