Darsena, via libera a trecento box auto per residenti

Ieri sopralluogo dei consiglieri. Dopo quattro anni di lavori fermi e scavi archeologici si pensa ai parcheggi

Bottiglie di vetro, sacchi della spazzatura, macerie e ferri arrugginiti, un materasso. Si presenta così la Darsena, l’antico porto di Milano, che dovrebbe ospitare un parcheggio sotterraneo da 1000 posti, 700 a rotazione e 300 box, questa la bella notizia, per residenti. Apparentemente tutto è fermo: il cantiere sembra abbandonato, gli scavi archeologici fermi, i lavori mai iniziati. Una palude a cielo aperto. «Di notte i ragazzi mettono la musica e organizzano rave party» commentano esasperati i residenti. «Appena cala il buio nel cantiere comincia lo spaccio» fanno eco altri.
Prima richiesta della commissione consiliare Lavori pubblici e Infrastrutture, che ieri mattina ha fatto un sopralluogo, la messa in sicurezza del cantiere, attualmente accessibile a chiunque «prima che succeda qualcosa». Seconda, che si prenda una decisione definitiva sul parcheggio: «Perché dopo 4 anni e mezzo è tempo di mettersi d’accordo: la voragine e il degrado alla Darsena non sono più tollerabili» spiega Vincenzo Giudice, presidente della commissione. «Due le strade: si coprano gli scavi e si paghi la penale all’impresa che ha vinto la gara d’appalto nel lontano 2001 o comincino i lavori per la realizzazione del parcheggio da tre piani interrati». L’importante è che si prenda una decisione, questo quanto chiederà l’ordine del giorno bipartisan che sarà presentato in consiglio comunale la settimana prossima.
L’impresa da parte sua lamenta la lievitazione dei costi per la realizzazione del parcheggio: dopo che gli scavi archeologici hanno riportato alla luce gli antichi Bastioni e la conca lignea del XV secolo è stata, infatti, imposta una revisione del progetto, per tutelare i ritrovamenti. Restringendo l’area, l’impresa si troverà a dover scavare tre piani invece di due per ricavare lo stesso numero di posti. Buone notizie arrivano dall’assessorato ai Lavori pubblici, guidato da Bruno Simini: «Dopo aver sbloccato i parcheggi di Piazza Meda, piazza XXV aprile e Sant’Ambrogio ora tocca alla Darsena. Nei quattro casi abbiamo ereditato questa spinose questioni dall’amministrazione precedente. Siamo arrivati a una soluzione anche per la Darsena: l’impresa potrà realizzare anche i 300 box per residenti previsti dal piano parcheggi del 1999. In questo modo non solo i residenti sapranno dove parcheggiare, ma la Darsena spa. potrà in parte riequilibrare il piano finanziario. Come mai ci abbiamo messo tutto questo tempo? L’ex sindaco Albertini aveva approvato solo metà progetto, quello relativo ai 700 posti a rotazione, gli scavi hanno portato alla luce ritrovamenti inattesi, l’azienda ha dovuto modificare il progetto».