Daryl Hannah: «A Natale faccio inammorare Boldi»

L’attrice di «Una sirena a Manhattan» gira a Roma «Olè» dei Vanzina

Cinzia Romani

da Roma

L’avevamo lasciata sirena a Manhattan, fidanzata col bel rampollo Kennedy John-John (tragicamente scomparso in un incidente aereo) e la ritroviamo a Ostia, in compagnia der Cipolla, al secolo Enzo Salvi e di Cipollino, quel Massimo Boldi orfano di Christian De Sica, suo compagno di panettone, nell’erigendo film vanziniano Olè, in uscita a Natale. Il fatto è che Daryl Hannah, quasi due metri di atletica biondezza, sta girando nei pressi di Roma l’ultima pellicola dei fratelli Vanzina, dove lei, osteggiatissima aspirante nuora di Jackie Kennedy, alla quale poco garbavano i di lei piedoni sempre scalzi, adesso fa il cammeo internazionale. In Olè interpreta Meggy, un’insegnante californiana che, in gita con i suoi studenti, lascia girar la testa ai colleghi italiani, gli sfigati Vincenzo Salemme e Massimo Boldi, professori di liceo impossibilitati a giungere a fine mese. Tra Madrid, Ibiza, Siviglia, Roma e Castelfusano le classi e i loro accompagnatori ne combineranno di cotte e di crude, diretti con tocco brillante dai figli di Steno. Ma, per tornare alla celebre attrice di Chicago, già diva nel futuristico Blade Runner (1982) e star appena rilanciata da Quentin Tarantino, che l’ha voluta perfida Elle Driver nell’ultimo episodio di Kill Bill (2004), eccola consacrata icona degli ecologisti internazionali.
«Mi batto perché il magnate Ralf Horowitz non rada al suolo, con le sue ruspe, il magnifico giardino urbano dove vivono trecentocinquanta famiglie povere di Los Angeles», dice l’interprete di Wall Street (1987). Accanto a lei, appena liberata dal carcere per aver protestato a L.A., ancora per via delle demolizioni fatte in nome del dio dollaro, si schiera un’altra icona ambientalista, lo scrittore John Quingley, che veste in modo elegante, ma non esita ad arrampicarsi sulle sequoie, per ottener ragione.
Anche Daryl Hannah, figlia del magnate Dan, che da solo è più ricco dell’intero clan kennedyano, ha vissuto tre settimane sull’albero di noce più alto della South Central Farm, a detta di lei «la più grande fattoria cittadina della nazione, che non costa un solo centesimo alla città di Los Angeles». Sta di fatto che questa fattoria, intorno alla quale si è scatenata una battaglia legale molto dura, «è un’oasi verde e sicura, dove i bambini possono giocare tranquilli», spiega l’attrice hollywoodiana, impeccabile sui tacchi a spillo dodici centimetri, la camicetta bianca appena sbottonata per evidenziare la sua femminilità.
«Non è un caso se, nelle ultime settimane, da quando, cioè, prosegue l’esproprio di questi cinque chilometri quadrati di area verde da parte di Horowitz , cinque bambini di Los Angeles sono morti di morte violenta», ammonisce l’ex-sirena di Splash. La quale, per sostenere la causa dei contadini urbanizzati, ha raccolto oltre sedici milioni di dollari, da offrire al Paperone senza cuore, che però non li ha voluti. Infatti, mentre Horowitz progetta di costruire un centro commerciale, i fattori losangelini, immigrati dal Messico, dal Guatemala, dal Venezuela e da El Salvador, coltivano prodotti biologici. «Ho un mio blog settimanale, dove mi occupo di problemi legati all’ambiente: presto ne saprete delle belle sull’alimentazione energetica alternativa», promette Daryl, seguita, nella sua campagna, da Joan Baez, Leonardo Di Caprio, Ben Harper e dall’ecologista Julia Butterfly, nota alla cronaca dopo aver trascorso due anni su una sequoia, per non farla abbattere.