Datasiel, la poltrona che i Ds non riescono proprio a dare

Diego Pistacchi

Svolta in Regione. A portare sfortuna è Datasiel. Due indizi fanno una prova, specie se sono concordanti e consecutivi. Puntata numero uno: prima delle ferie il capogruppo dei Ds Moreno Veschi presenta il candidato del centrosinistra alla presidenza di Datasiel, società informatica della Regione. Il nome è quello dello spezzino Osvaldo Borghetti. Promosso a pieni voti dai sì della maggioranza. Ma poi subito «dimissionato», in seguito alle osservazioni del capogruppo di An Gianni Plinio. Che informandosi sul «curriculum» del neo presidente aveva scoperto due fallimenti nella precedente gestione di società. Datasiel resta senza vertice e il centro sinistra corre ai ripari.
Puntata numero due: giovedì si torna in commissione con un nuovo candidato. Veschi lo annuncia col tono rassicurante di chi ha la persona cui nessuno può dire di no. In effetti, quando sente il nome di Roberto Quber, altro spezzino, Gianni Plinio sogghigna. E spiega all’aula che sì, è proprio un nome cui difficilmente il suo partito avrebbe potuto opporsi qualche anno fa. Più precisamente nel 1997, quando An lo candidò sindaco della Spezia contro l’alfiere diessino e il rappresentante di Forza Italia. Non ci vuole troppa fantasia a immaginare la faccia dei Comunisti italiani e dei «duri» di Rifondazione. Veschi sbianca. Ma i fatti lo incastrano. C’è anche un articolo di Famiglia Cristiana che definisce il presidente in pectore di Datasiel come un «atleta della politica», da giovane «attivista di Lotta Continua, poi finito nel Psi, in seguito passato al Pds, dopo aver inventato Rinascita Spezzina si è schierato con An». Mancano i passaggi all’Italia dei Valori nel 2001 e un’esperienza da assessore alla giunta di centrosinistra dell’ex sindaco spezzino Rosaia.
Plinio non maramaldeggia. Fa il gentleman e offre a Veschi l’assist per uscire dall’imbarazzo. Il curriculum del candidato (nel quale peraltro mancano esperienze in aziende informatiche, fa notare il capogruppo di An) non è stato presentato ai consiglieri due giorni prima. Meglio riparlarne. Lunedì la commissione si riunisce di nuovo. «Nel caso chiederò un’altra precisazione - aggiunge Plinio -. Vorrei sapere a che punto è la richiesta della Corte dei Conti di Genova che ha chiamato a rispondere Quber e altri ex amministratori per un danno erariale di un milione e 200mila euro ai danni del Comune». Ma la vera domanda è un’altra: ci sarà ancora un diessino in lista d’attesa per una poltrona da candidare alla presidenza Datasiel?