"Date il 5 per mille al ministero". Firmano appena 8 contribuenti

Il dicastero dell’Agricoltura raccoglie solo 590 euro di donazioni per la ricerca

Milano - Chissà, forse si compreranno un nuovo pc, usato beninteso, perché a quella cifra se si cerca bene su eBay un arnese in condizioni decenti si può anche trovare. Certo che un ministero forse si aspettava qualcosa di più dalle donazioni volontarie dei contribuenti, qualcosa di più dei 590 euro raccolti grazie al 5 per mille di otto sparuti italiani con la passione dell’agricoltura. Colgono l’occasione per ringraziare di cuore quel manipolo di generosi, fanno sapere dallo staff del ministro alle politiche agricole Paolo De Castro, professore prodiano già titolare dell’Agicoltura nel governo D’Alema. Ma resta l’amaro in bocca per l’ennesima conferma del poco amore tra governanti e governati, soprattutto quando di mezzo ci sono i quattrini.

Nell’elenco dei soggetti beneficiati dal il Ministero dell’Agricoltura è solo al posto 355 su 439 enti, ordinati secondo la grandezza della donazione. Una posizione di bassa classifica per il ministro Paolo De Castro. Per dare un’idea, solo qualche euro sopra il Centro di Studi Filologici Sardi e l’Accademia degli Inculti di Montalto Uffugo (Cosenza). In realtà, ad essere più precisi, gli euro versati volontariamente dagli otto contribuenti come parte della loro Irpef «ammontano» a soli 436 euro, perché i restanti 154 sono frutto di una redistribuzione automatica fatta dall’Agenzia delle entrate sulla base delle quote non espresse, cioè al 5 per mille di chi ha indicato solo il settore a cui donarla (in questo caso, Ricerca scientifica e universitaria) senza precisare il soggetto.

Il ministero dell’Agricoltura, come ha svelato ieri Italia Oggi, è l’unico ad aver sfruttato la possibilità introdotta per la prima volta dalla Finanziaria 2006, cioè di ricevere parte dell’Irpef versato volontariamente dai contribuenti per finanziare volontariato, ricerca e attività sociali svolte dai Comuni. La domanda per la verità fu fatta dal precedente ministero, consegnata come prevede la normativa entro il marzo del 2006, quando in carica c’era ancora Gianni Alemanno. Per questo il ministro De Castro è caduto dalle nuvole ieri mattina leggendo la rassegna stampa. «E chi lo sapeva?». Anzi, al ministero si chiedono chi siano quegli otto benemeriti che hanno regalato circa 50 euro a testa, «forse saranno agricoltori che sostengono le battaglie che stiamo portando avanti» dice un collaboratore di De Castro, in trasferta a Parma col ministro per la fiera Cibus Tec.

De Castro però si potrà consolare con i 14mila euro raccolti dal Consiglio per la Ricerca e la sperimentazione in Agricoltura (Cra), distaccamento del Ministero delle politiche agricole, che a sua volta rappresenta 27 tra istituti di ricerca e laboratori. Il Cra, presente anche nell’elenco dei soggetti ammessi per il 2007, ha totalizzato ben 258 donatori, oltre 300 posti sopra il ministero. Peggio di tutti però è stato l’Istituto affari internazionali (Iai) presieduto da Stefano Silvestri, già sottosegretario nel governo Dini, ente finanziato dalla Farnesina con 259mila euro per il triennio 2007-2009. Ebbene, anche l’Iai ha fatto domanda nel 2006 ed è stato ammesso nella lista degli enti di ricerca da «premiare» con il 5 per mille. Ma ha convinto solo 2 contribuenti a scrivere nella dichiarazione dei redditi il suo nome nel campo apposito. Così, tra quote dirette e indirette, ora dovrà decidere come investire i 62 euro totali in arrivo.