Dati Cresce l’utile e in Italia è la prima società di informatica

Ibm ha presentato i risultati finanziari del terzo trimestre 2009: i ricavi hanno raggiunto i 23,6 miliardi di dollari, in calo del 5%, a tasso di cambio costante, rispetto al terzo trimestre 2008. Nonostante la flessione dei ricavi, l’utile netto, che ammonta a 3,2 miliardi, fa segnare un incremento del 14% anno su anno grazie all’aumento di quasi 2 punti percentuali del margine di profitto lordo, pari ora al 45,1%.
Nei primi nove mesi i ricavi complessivi sono diminuiti, rispetto allo stesso periodo del 2008, del 5%, a tasso di cambio costante. L’utile netto, pari a 8,6 miliardi, risulta invece in crescita del 9% rispetto ai 7,9 miliardi dei primi nove mesi 2008. Lo scorso anno si era concluso con un fatturato di 103,6 miliardi, con un utile netto di 12,3 miliardi di dollari. Big Blue investe ogni anno circa il 6% dei ricavi in attività di Ricerca e Sviluppo. Nel nostro Paese, Ibm Italia è la prima società di informatica, e la trentunesima in assoluto, con un fatturato nel 2008 di 3,9 miliardi di euro. La classifica, stilata dall’ufficio studi di Mediobanca, elenca le principali aziende italiane per fatturato. I clienti Ibm comprendono aziende di ogni dimensione, agenzie della Pubblica amministrazione e società che rappresentano tutti i più importanti settori: finanziario (bancario e assicurativo), pubblico (istruzione, pubblica amministrazione, salute, scienze della vita), industriale (aerospaziale, automotive, difesa, petrolchimico, elettronica), distribuzione (prodotti di consumo, vendita al dettaglio, viaggi, trasporti), comunicazioni (telecomunicazioni, media e spettacolo, energia e servizi di pubblica utilità), piccole e medie imprese.